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Archivio Luoghi non comuni


Domenica 28 Marzo 2010

Letture

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Zeina Abirached
Mi ricordo Beirut
BeccoGiallo, 2009

Le schegge delle granate esplose che il fratellino raccoglie da terra a mani nude per la sua personalissima collezione, gli improvvisi blackout di corrente che interrompono i cartoni animati sempre sul più bello, la musica diffusa in salotto a tutto volume per provare a sovrastare il frastuono della guerra. Piccoli frammenti d'infanzia, privati, ferventi, delicati, per disegnare un vivido mosaico di ricordi. Con un esercizio di stile dedicato a Georges Perec, Zeina Abirached mescola le gioie e i dolori di una Beirut che non trova pace, mostrando con ironia e disincanto come si possa crescere - come si possa diventare donna - in tempo di guerra.

Leggi anche la Bibliografia della sezione su Beirut

Martedì 29 Dicembre 2009

Letture

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Samir Kassir
Beirut. Storia di una città
Einaudi, 2009

Da sempre Beirut, tra i bagliori di una città aperta - orientale e occidentalizzata, cristiana e musulmana, moderna ma profondamente radicata in una storia che ha visto passare Pompeo, Saladino, i Pascià Jazzar e Ibrahim e gli incubi di un luogo esposto di continuo alla guerra, con i suoi abitanti di svariata provenienza, i suoi scrittori e artisti, i suoi contrasti ed eccessi, continua ad alimentare l'immaginario più variegato. Restituendo alla città i mille volti della sua storia, Kassir racconta le grandi contraddizioni della prima metropoli del mondo arabo. Spesso idealizzata in passato per lo scenario felice e la natura lussureggiante, nella seconda metà del Novecento Beirut vive la sua età dell'oro, ponendosi al centro di interessi economici che superano i confini della piccola Repubblica Libanese. Al proprio potere di attrazione la città sottomette i vicini arabi: Beirut con la sua dolce vita rappresenta l'Occidente più vicino. Ed è allo stesso tempo luogo di ritrovo di esuli e intellettuali, fucina di idee e crogiolo di lingue e di culture. Tutto questo subirà una prima battuta d'arresto nel 1967 con la guerra dei sei giorni, per spegnersi del tutto nel 1975, quando il nome Beirut diventa sinonimo di guerra civile. Quindici anni di bombe e sangue che squarciano i muri e gli animi e riempiono i giornali, orfani della guerra del Vietnam. Estroversa e cosmopolita nella prosperità, la città lo sarà anche nella rovina, diventando il teatro della prima guerra evento televisivo.


beirutlibano.jpgRiccardo Cristiano
Beirut, Libano. Tra assassini, missionari e Grands Cafés
UTET, 2008

Sotto l'incalzare dei drammatici avvenimenti dell'oggi poeti, cantanti, sociologi, politici, storici, giornalisti, esuli, missionari, impiegati, avvocati e imprenditori dell'intrattenimento presentano la storia di Beirut, una città curiosamente contrapposta al Paese del quale è la capitale, il Libano. Tanto questo viene presentato come il prodotto di identità religiose e comunitarie configgenti, tanto Beirut è vista come l'identità condivisa da tutte queste comunità, il luogo dove dialogo e coesistenza sono una sfida e una realtà quotidiane. Il libro così ripercorre le tappe principali della crescita di Beirut nell'Ottocento, del suo affermarsi come città cosmopolita in epoca ottomana, del suo sviluppo ambiguo e distorto negli anni del mandato coloniale francese, del suo precipitare nella guerra civile e quindi della sua sfida al sistema totalitario diffuso nel mondo arabo, con l'insurrezione pacifica seguita all'assassinio dell'ex primo ministro Rafiq Hariri. Una dettagliata analisi dei drammatici eventi succedutisi da quell'assassinio, il 14 febbraio del 2005, fino alla contesissima elezione del nuovo Presidente della Repubblica, si intreccia con la narrazione della controversa ricostruzione della città e con il racconto dei suoi ghetti e dei suoi luoghi di vita notturna e sociale, della sua vita culturale libertaria, della crescita del "totalitarismo islamico" di Hezbollah e delle due linee che si contrappongono nel campo cristiano.

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Domenica 05 Aprile 2009

Letture

baku.jpgSylvain Tesson
Baku. Elogio dell'energia vagabonda
Excelsior 1881, 2007

«Dal lago Aral fino al mar Caspio ho camminato accanto agli oleodotti, seguendo il tragitto del petrolio. Ho attraversato l'Azerbaidjan, Baku, la Georgia e la Turchia. Ho costeggiato tre mari e ripercorso il cammino di quell'energia che estraiamo dagli strati più profondi della terra e che fluisce come la forza vitale che è dentro di noi. Anche l'essere umano, come il cuore della terra, custodisce una riserva di energia che le giuste trivellazioni possono portare in superficie. Ma perché le nostre risorse ci spingono all?irrequietezza piuttosto che alla saggezza?»


pianetacaucaso.jpgWojciech Gorecki
Pianeta Caucaso. Dalla Circassia alla Cecenia: un reportage dai confini dell'Europa
Bruno Mondadori, 2007

"Un grande reportage su una delle regioni più affascinanti e drammatiche del mondo. Górecki ha superato le enormi difficoltà nelle quali, in quelle regioni, sempre si imbatte un reporter giungendo nei luoghi più inaccessibili e incontrando persone fuori dal comune che ci colpiscono per la loro semplicità e per il loro grande cuore. Sotto la sua penna viva e precisa non soltanto tutto il Caucaso settentrionale, ma anche le differenti popolazioni che lo abitano, ci appaiono come isolati, piccoli satelliti, così che alla fine riusciamo a comprendere tutta la ricchezza e la multinazionalità del 'cosmo' Caucaso. La sua passione, il suo sforzo, la sua resistenza ci offrono uno dei libri più preziosi degli ultimi anni." (Ryszard Kapuscinski)


ilcaucaso.jpgAldo Ferrari
ll Caucaso. Popoli e conflitti di una frontiera europea
Edizioni Lavoro, 2005

Dopo un rapido inquadramento della sua struttura etno-culturale, il volume descrive le tappe fondamentali della storia del Caucaso sino all'inserimento nell'orbita russa e sovietica. Un'attenzione particolare è poi riservata alle dinamiche interne ed esterne degli ultimi anni. Dopo la dissoluzione dell'URSS, l'insorgere di numerosi conflitti interetnici (Nagorno-Karabakh, Cecenia e così via) e il loro intersecarsi con la competizione geopolitica ed economica tra Russia e Stati Uniti hanno infatti trasformato il Caucaso in una delle regioni più conflittuali del panorama internazionale. Viene infine preso in considerazione il rapporto di quest'area con l'Europa.

Venerdì 05 Settembre 2008

Sguardi

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Martedì 22 Luglio 2008

Personale

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Adesso si può dire che la guerra nei Balcani è davvero finita. La cattura di Radovan Karadzic (cui dovrebbe seguire, molto probabilmente, quella del generale Radko Mladic) è importante per le migliaia di vittime che attendono giustizia da troppi anni, ma è ancora più importante che sia stata opera della polizia serba: un fatto che chiude il capitolo degli alibi e dei vittimismi storici per aprire quello della definitiva riabilitazione di un popolo e del suo ingresso in Europa, finora condizionata anche alla consegna dei criminali di guerra al tribunale dell' Aja. Perché la vicenda di Karadzic, grottesca e letteraria, se non fosse anche e soprattutto criminale, si lega inevitabilmente al destino del popolo serbo e del vecchio regime di Slobodan Milosevic. Il professore di Sarajevo, nato in Montenegro, di professione psichiatra, intellettuale e poeta di basso livello (per quanto a suo tempo le sue poesie per bambini vennero elogiate dagli accademici di Belgrado) riuscì ad inventarsi una professione politica, a calarsi nei panni del capopopolo e a costruirsi un ruolo fondamentale (peraltro redditizio, grazie alla corruzione dei traffici di guerra) nella crisi della Repubblica di Bosnia che, nel 1992, dette inizio al martirio di Sarajevo. Karadzic, a quel tempo osannato dalle folle, rappresentava la parte serba minoritaria e dal suo quartier generale, all'Hotel Holiday Inn di Sarajevo, preparava la pulizia etnica e la costruzione di un'improbabile entità statuale, la Repubblica dei serbi di Bosnia, con capitale il villaggio di Pale. Lui riuscì a mobilitare per la causa nazionalista tutte le frustrazioni ed esasperazioni etniche della sua gente e a ottenere la protezione di Belgrado, trascinando inevitabilmente la Serbia nella guerra. Del presidente serbo Mi-losevic, il piccolo boss di Pale fu nello stesso tempo l'alibi (del nazionalismo), il sicario (dei massacri) e l'ingombrante alleato da scaricare e poi nascondere per rifarsi una verginità politica. Il gioco riuscì alla conferenza di Dayton, quando Milosevic, allora utile alla stabilità e alla pace anche agli occhi della Casa Bianca, riuscì a prendere le distanze dai «guerrieri» di Sarajevo e a porsi come interlocutore indispensabile per la spartizione dei Balcani.

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Domenica 30 Marzo 2008

Letture

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Predrag Matvejevic
Mondo «ex» e tempo del dopo.
Identità, ideologie, nazioni nell'una e nell'altra Europa

Garzanti, 2006

Mondo "ex" è la confessione laica dell'autore: si incontrano gli ex-comunisti travestiti da democratici, i dissidenti di ieri che non sanno più ritrovare un ruolo, le culture nazionali degenerate in ideologie della nazione. Mondo "ex" è una testimonianza su quello che sta diventando l'altra Europa, un viaggio in un Mediterraneo dove "da Oriente a Occidente ogni punto è divisione", un messaggio a un'Europa che prima ancora di nascere rischia di diventare anch'essa "ex".

Venerdì 28 Marzo 2008

Letture

In edicola e libreria, Limes n.2/08

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Domenica 17 Febbraio 2008

Luoghi non comuni

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Sabato 27 Ottobre 2007

Letture

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Joe Sacco
Neven. Una storia da Sarajevo
Mondadori, 2007

2001. Dopo la fine del conflitto serbo-bosniaco, per la prima volta Sacco fa ritorno a Sarajevo. Provata da anni di brutalità e follia, la città è curiosamente silenziosa, quasi che i suoi abitanti non si sentissero più sicuri di come si fa a vivere. Sacco non si rassegna davanti a questo muro fatto di tragedie, viltà, eroismi e storie non dette e va alla ricerca di Neven, una sua ex conoscenza dall'ambiguissima moralità. Figlio di una musulmana e di un serbo, Neven è un po' di tutto: un eroe di guerra, un narratore, un pappone, un fanfarone, una guida turistica dei gironi infernali, uno scroccone. L'autore lo aveva incontrato nel 1995 quando era arrivato a Sarajevo sul finire della guerra.

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Domenica 01 Luglio 2007

Letture

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Giancarlo Bocchi, Arturo Curà, Luigi Riva
Nemaproblema.
La verità è la prima vittima della guerra

Manni, 2004


Il libro raccoglie la sceneggiatura di Nemaproblema (un film sulla guerra dell'ex Jugoslavia nei primi anni Novanta, e sull'informazione di guerra) con interventi di Ettore Mo, Adriano Sofri e Bernardo Valli, oltre che del regista Giancarlo Bocchi, il quale, nella presentazione, scrive: "Ogni volta che tornavo da un paese in guerra, mi sforzavo di spiegare come le storie, le testimonianze, le esperienze che avevo raccolto non erano fuori dal mondo, ma erano tutte del nostro mondo. Giorno per giorno una realtà, anzi un'irrealtà, bugiarda e consolatoria ci ha resi inconsapevoli complici. Cecchini della visione."


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Fernando Gentilini
Infiniti Balcani.
Viaggio sentimentale da Pristina a Bruxelles

Pendragon, 2007

Il sogno kosovaro dell'indipendenza, il riscatto della Serbia del dopo-Milosevic, la resurrezione di Sarajevo, un Montenegro nuovamente sovrano, le meraviglie dell'Albania e il bisogno di identità dei macedoni: i Balcani restano terra da leggenda, capaci di scompaginare vite e confini. Cercano disperatamente di ricongiungersi all'Europa, ma sono ancora illuminati dalla luce riflessa dell'Oriente. L'Europa è l'altra protagonista di questo saggio-racconto. Perché la storia recente dei Balcani ne evoca i momenti più tragici. E perché sarà proprio il destino del progetto europeo a dirci se le disgregazioni della ex Jugoslavia vadano considerate un residuo del nostro passato continentale o l'annuncio del futuro. Pagine in bilico tra incanto balcanico e sogno europeo. Appassionate, che sconfessano ogni cliché. Scritte con la consapevolezza che nulla può dirsi acquisito per sempre dalla storia e che da un giorno all'altro potremmo risvegliarci tutti in un'Europa diversa da quella in cui abbiamo avuto la fortuna di crescere.


Leggi anche la Bibliografia della sezione sui Balcani

Domenica 17 Giugno 2007

Letture

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”Alla scoperta dell'altra metà dell'Europa con un semplice click” : è il motto del nuovo web magazine, interamente dedicato al turismo nei paesi dell'Europa Orientale. Grande importanza rivestono le immagini, tutte inedite, accompagnate da testi brevi ma approfonditi, che raccontano storia, arte, folklore e natura di questi paesi. Slovenia, Croazia, Serbia e Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Albania, Romania, Bulgaria, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Russia, Moldavia, Bielorussia, Ucraina, Estonia, Lettonia, Lituania, Georgia, Armenia, Kazachstan, Tagikistan, Kirghizistan, Turkmenistan, Azerbaigian: colmi di tesori inaspettato, tutti da scoprire per i turisti occidentali.

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Sabato 12 Maggio 2007

Letture

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Antonio Ferrari
Islam sì, Islam no
Le Lettere, 2007

Fra i maggiori conoscitori delle vicende mediorientali, che segue da un quarto di secolo come inviato speciale del «Corriere della Sera», Antonio Ferrari ci propone un volume che è come una sonda piantata nel cuore dei dieci Paesi musulmani più esposti: vittime e complici del loro destino. Si raccontano (con molti particolari inediti) i tentativi di annientare la famiglia reale giordana; le pericolose sbandate della società palestinese; le tentazioni dinastiche dell’Egitto; le manovre di una Siria isolata; le fragilità del Libano; il disastro dell’Iraq; la minaccia iraniana; i segreti dell’Arabia Saudita; la scommessa europea degli islamici turchi; l’ambigua posizione del Pakistan; i retroscena degli attentati contro il presidente-dittatore Pervez Musharraf e così via. Un’analisi che porta l’autore a conclusioni ben precise. Il terrorismo islamico che spaventa il mondo ha un nemico su tutti: l’Islam. E un obiettivo prioritario: abbattere con la violenza i regimi moderati. La democrazia, che si vorrebbe innestare nell’Islam, rischia di favorire gli estremisti. Anzi, li ha già favoriti.

Leggi anche la Bibliografia della sezione su Beirut

Giovedì 10 Maggio 2007

Sguardi

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Martedì 27 Marzo 2007

Luoghi non comuni

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Milano
Dal 27 marzo al 13 maggio 2007

Arte e Società. Un ciclo di incontri dedicati alla città di Beirut propongono una rilettura della cultura libanese contemporanea

Date e luoghi:
27 marzo - Primo appuntamento durante il MiArt
Inaugurazione h 18.30 Art Book Milano (via Ventura) con una grande installazione visiva di immagini, parole e video proiezioni

1-30 aprile - Salone del Mobile di Milano
Incontri e dibattiti con esperti. Aprono:
- Martedì 10 aprile 2007: Prof. Paolo Branca, islamista, “Beirut; ville lumière del Medio Oriente”
- Lunedì 23 aprile 2007: Architetti L.E.FT+ S.Boeri, “architettura e società: la ricostruzione di Beirut”

11-13 maggio - inserimento nel circuito in-contemporanea, la rete per l'arte della Provincia di Milano, con installazioni e musica presso la Triennale (viale Alemagna)

Dopo aver presentato, per la prima volta in Italia, progetti dedicati alla cultura di Cipro, aMAZElab, in collaborazione con Art Book e la Provincia di Milano, propone, per la primavera 2007, il progetto culturale Re-Thinking Beirut (27 marzo - 13 maggio), dedicato all'attualità artistica, sociale e geopolitica della città.
Il progetto intende indagare la realtà contemporanea di Beirut, città rappresentativa della complessità del mosaico libanese e fucina di intellettuali di altissimo profilo, attraverso un programma artistico-espositivo, accompagnato da un ciclo di conferenze.
La leggenda di Beirut si fonda, dal punto di vista economico, su un passato pulsante di traffici, grazie al porto internazionale e all'agile sistema bancario; dal punto di vista sociale, sulla possibilità di vivere - secondo le parole dell'intellettuale Albert Hurani - in due o tre mondi allo stesso tempo, senza appartenere veramente ad alcuno di essi. Beirut è la città continuamente minacciata dalla distruzione materiale (dai conflitti tra il 1975-1991, ai più recenti bombardamenti) la cui memoria è legata indissolubilmente alla sua stessa immagine infranta. Al tempo stesso, è la città in cui sorgono continuamente nuove energie, capitali, progetti, sviluppo sociale e culturale.
Partendo da questo molteplice punto di vista, e avvalendosi di un approccio interdisciplinare (contributo di artisti, architetti, sociologi, geografi, giornalisti, ecc) il progetto intende indagare le nuove geografie della città, fisiche e mentali: le prime rappresentate da nuove occupazioni territoriali e rapide trasformazioni urbane e sociali; le seconde, dal rapporto della città con se stessa, attraverso la sua natura socio-culturale e il suo pluralismo.

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Giovedì 22 Marzo 2007

Cinema 2007

Selezione di cinema internazionale d'autore - 07/19

Tre mesi dopo l’omicidio del premier Rafiq Hariri, il 14 febbraio 2005, e un anno prima dell’attacco israeliano del luglio 2006. Viaggio nel paese dei cedri insieme a una giovane donna libanese di 25 anni e a un gruppo di ragazze e ragazzi impegnati in una militanza pacifica a Beirut. Lasciando la parola a quei giovani, il film esplora le trasformazioni critiche e le questioni cruciali di un paese di fronte a un punto di passaggio decisivo della sua storia.


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Domenica 04 Marzo 2007

Cinema 2007

Selezione di cinema internazionale d'autore - 07/12

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Sabato 10 Febbraio 2007

Luoghi non comuni

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Spencer Platt, USA, Getty Images.
Giovani libanesi attraversano la periferia sud di Beirut devastata dai bombardamenti israeliani, 15 agosto 2006

La foto dell'anno 2006 premiata dal World Press Photo è stata scattata in Libano. Quattro belle ragazze spuntano da una spider cabrio rosso fuoco. Una si preme un fazzoletto sul naso. Non è raffreddata, è il ferragosto dell'anno scorso. Probabilmente è il cattivo odore. Perché la macchina sembra incagliata tra le macerie. Di Beirut: alle spalle delle quattro calcinacci, ultimi lembi di case distrutte dai bombardamenti, polvere, devastazione. Un contrasto stridente con la carrozzeria lucente dell'auto, i volti imbellettati delle donne e i loro occhialoni a specchio. L'ha scattata Spencer Platt, dell'agenzia Getty Images, e si è piazzata al primo posto nel più importante dei riconoscimenti nell'ambito del fotogiornalismo.

Il clic del fotografo è scattato nel primo giorno di cessate-il-fuoco tra Israele e guerriglieri Hezbollah, sancito da una risoluzione delle Nazioni Unite, proprio mentre decine di migliaia di sfollati iniziavano a rientrare nelle proprie abitazioni.

Giovedì 11 Gennaio 2007

Cinema 2007

Selezione di cinema internazionale d'autore - 07/1

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Lunedì 08 Gennaio 2007

Letture

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Mazen Haidar
Città e memoria. Beirut, Sarajevo, Berlino
Bruno Mondadori , 2006

Piazza dei Martiri a Beirut, Potsdamer Platz a Berlino, quartieri interamente cancellati come Grbavica e Ilidza a Sarajevo, sono luoghi emblematici di città spianate e stravolte dalle guerre. Che rapporto ha il luogo attuale con il luogo scomparso? Può ancora ricordare il luogo del passato, può ancora consentire una ricomposizione dell'unità perduta della piazza? O forse le tracce sono state definitivamente perdute? E ancora, come si conservano la memoria collettiva e la forma della città prima, durante e dopo la guerra? Tre giovani autori, architetti e storici, si confrontano con tre grandi città devastate dai conflitti avviando una riflessione intorno alla questione della memoria e dello spazio urbano come narrazione vivente della storia: un appassionante viaggio alle radici del nostro presente che, sul filo della dialettica del ricordo e dell'oblio, restituisce, più carichi di vita che mai, i luoghi che sono stati e non sono più attraverso la memoria che le popolazioni hanno della loro metamorfosi.

Leggi anche la Bibliografia della sezione su Beirut

Venerdì 29 Dicembre 2006

Letture

In edicola e libreria, Limes Quaderno Speciale n.3/06

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Venerdì 22 Dicembre 2006

Cinema 2006

Selezione di cinema internazionale d'autore - 06/96

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Martedì 12 Dicembre 2006

Luoghi non comuni

di Giulia

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Come descrivere questo Libano pre Natalizio…

Le cose succedono talmente in fretta, e ogni giorno che passa mi sento piu' coinvolta da tutti questi avvenimenti, tanto che non ho mai il tempo, e soprattutto, la testa, per mandarvi le mie solite mail collettive....

Sono a Beirut, dal quale come gia' vi avevo detto, faccio avanti e indietro una o piu' volte a settimana. Da circa una settimana una folla immensa, composta dai sistenitori di Hezbollah, i sostenitori di Aoun (il generale cristiano che si e' alleato, con una mossa che ha stupito tutti, con gli Hezbollah dopo la guerra), e tutti gli oppostori del governo Siniora stanno occupando il centro di Beirut, giorno e notte, accampati con le tende e alternando comizi come quello di Nasrallah della scorsa settimana, a blocchi stradali e manifestazioni.

Non se ne andranno finche' questo governo non si dimette.

Ma che cosa vogliono esattamente?

E che cosa sta succedendo in Libano?

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Venerdì 08 Dicembre 2006

Letture

In edicola e libreria, Limes n. 6/06

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Giovedì 23 Novembre 2006

Letture

In edicola e libreria, Limes n. 5/06

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Martedì 21 Novembre 2006

Luoghi non comuni

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BEIRUT
Il ministro dell'Industria libanese Pierre Gemayel, leader del partito cristiano maronita e rampollo di una delle famiglie più potenti del Paese, è stato ucciso in un attentato.

Giovedì 19 Ottobre 2006

Cinema 2006

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A Lodi, evento d’incontro e contaminazione: mostre, rassegne di fumetti, rappresentazioni teatrali, proiezioni di film, incontri-dibattito, interventi di scrittori, artisti, intellettuali e associazioni di cooperazione internazionale


Selezione di cinema internazionale d'autore - 06/86


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DOPO SREBRENICA. LA MEMORIA, IL PRESENTE
Di Andrea Rossini, produzione Osservatorio sui Balcani (30’)
Un documentario dell'Osservatorio sui Balcani su Srebrenica oggi, dieci anni dopo la strage del luglio 1995. La tragedia dei desaparecidos sullo sfondo di un conflitto che continua, nelle memorie e verità parallele presentate al regista da ritornanti bognacchi, sfollati serbi, istituzioni religiose e autorità locali.
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PIANETA ZASTAVA. KRAGUJEVAC, LA TORINO DEI BALCANI
Di Andrea Rossini, produzione Osservatorio sui Balcani (30’)
All'indomani dell'accordo firmato tra Fiat e Zastava, un reportage-inchiesta dell'Osservatorio sui Balcani sulla fabbrica simbolo dell'industrializzazione jugoslava e sulla sua città, Kragujevac. Economia, società e sviluppo locale nelle transizioni.
Per saperne di più..


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DO YOU REMEMBER SARAJEVO? (SIEĆAŠ LI SE SARAJEVA?)
Di Sead e Nihad Kresevljakovic, Nedin Alikadic (52’)
Per la prima volta nella storia delle guerre, la gente comune si è trovata nella situazione di documentare gli eventi che avvenivano attorno a sé con una videocamera. Le videocamere, anziché filmare le feste di compleanno dei bambini, hanno ripreso il bombardamento della loro città natia: Sarajevo. Questo mediometraggio, filmato da comuni cittadini dai loro appartamenti, rifugi, quartieri, in varie parti della città, è stato usato per creare un film sulla vita di ogni giorno in una città assediata, in Europa, alla fine del XX secolo.
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Martedì 03 Ottobre 2006

Luoghi non comuni

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Notizie in diretta dal Libano

Venerdì 29 Settembre 2006

Letture

Da venerdì 29 settembre, in edicola e libreria, il Quaderno Speciale di Limes 2/06

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Lunedì 18 Settembre 2006

Luoghi non comuni

di Giulia

Il Libano è sempre il Libano, anche nel dopoguerra: c’è di tutto.

A Beirut la vita ha ripreso, come se nulla fosse, è difficile scorgere i segni del conflitto, i bar sono pieni, i negozi aperti e pieni di prodotti locali e internazionali, le strade un delirio di traffico, come sempre. Nelle zone più “in” stanno addirittura aprendo nuovi caffè e ristoranti.

Sul tetto di una piscina in cima a un palazzo, nel quartiere di Sodeko, sentivo una ragazza libanese (ovviamente della “high class”) dirmi che le piacerebbe visitare il sud del paese, visto che non ci è mai stata in vita sua…….e mi rendevo conto che se io non posso avere idea di che cosa sia la guerra, di che cosa porti, di che conseguenze abbia, anche in Libano c’è gente che non lo sa, e che forse non lo saprà mai.

Le differenze dominano questa società, anche nel momento del respiro dopo la tempesta: gli stranieri hanno ricominciato ad affollare tutti i centri abitati, la capitale i primis, e trovare un taxi o un service a un prezzo decente è un’impresa (già lo era prima); infinte discussioni su tutto, tentativi di fregarti continui, con l’invasione degli stranieri (ajnabi), mi sento considerata ancora più ajnabie (straniera).

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Domenica 17 Settembre 2006

Letture

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Azar Nafisi
Leggere Lolita a Teheran
Adelphi, 2004

Quando uno dei suoi studenti più islamizzati le contesta il diritto di tenere un corso sul "Grande Gatsby" - equiparato al Grande Satana -, Azar Nafisi decide di allestire un processo davanti all'intera classe, e di assumere in prima persona il patrocinio del romanzo. Una tecnica certo poco ortodossa, che tuttavia non stupirà più di tanto il lettore di questo sconvolgente racconto autobiografico. Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze tremende - e qui descritte con la precisione di un testimone partecipe e sgomento -, Azar Nafisi ha infatti dovuto cimentarsi in un'impresa fra le più ardue, e cioè spiegare a ragazzi e ragazze esposti in misura crescente alla catechesi islamica una delle più temibili incarnazioni dell'Occidente: la sua letteratura. Per riuscirci, è stata costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero al tempo stesso efficaci per gli studenti e innocue per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è uno dei più toccanti atti d'amore per la letteratura mai professati - e insieme una magnifica beffa giocata a chiunque cerchi di interdirla.

Leggi anche la Bibliografia della sezione sull'Iran

Letture

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Miodrag Lekic
La mia guerra alla guerra.
Diario dell'ambasciatore jugoslavo a Roma durante il conflitto per il Kosovo
Guerini e Associati, 2006

Il diario di Miodrag Lekic non registra solo gli avvenimenti drammatici della guerra per il Kosovo, rivelandone gli inquietanti retroscena. E' il resoconto dei frenetici tentativi dell'ambasciatore jugoslavo in Italia ­ rimasto l'unico rappresentante del suo Paese in Occidente ­ per convincere i politici e gli intellettuali italiani a schierarsi contro i bombardamenti. Lontano dalla patria ma vicino al suo popolo, Lekic combatte la sua battaglia solitaria.

Leggi anche la Bibliografia della sezione sui Balcani

Venerdì 15 Settembre 2006

Luoghi non comuni

Nonostante tutto Oriana Fallaci ha scritto uno dei più bei romanzi ambientato a Beirut...

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Oriana Fallaci
Insciallah (1990)
Atto Primo - Capitolo Secondo - 1

Per un tempo che a molti sembrava immemorabile e che invece risaliva a un passato recente, Beirut era stata una delle contrade più gradevoli del nostro pianeta: un posto comodissimo per viverci e per morirci di vecchiaia o di malattia. Sia che tu fossi ricco e corrotto, sia che tu fossi povero e onesto, lì trovavi il meglio che una città possa offrire: clima dolce d'estate e d'inverno, mare azzurro e colline verdi, lavoro, cibo, spensieratezza che vendeva qualsiasi piacere, e soprattutto una gran tolleranza perché malgrado la babele di razze e di lingue e di religioni i suoi abitanti andavan d'accordo fra loro.

Continua a leggere il testo nelle Letture della sezione su Beirut

Sabato 02 Settembre 2006

Luoghi non comuni

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Italiani (di nuovo) sotto Tiro.
Possibile che la storia non insegni mai nulla?

Venerdì 25 Agosto 2006

Luoghi non comuni

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Fatti, notizie, numeri, documenti, immagini, link sulla guerra in Libano.

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Sabato 12 Agosto 2006

Cinema 2006

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das2.jpg

staka_pardo-b.jpg Andrea Štaka

logo-locarno.gif Locarno 2006 - Concorso internazionale

Pardo d'oro
Gran Premio del Festival e Gran Premio della Città e della Regione di Locarno al miglior film:

DAS FRÄULEIN (La signorina)

di Andrea Štaka
Svizzera/Germania - 2006 - 81'

A Zurigo, la cinquantenne Ruza è proprietaria di una trattoria che gestisce in modo assolutamente rigoroso. Originaria della ex Yugoslavia, vive in Svizzera da più di trent’anni e conduce un’esistenza ordinata e regolare come un orologio, terminando ogni giornata di duro lavoro con il conteggio degli incassi dell’attività, per poi tornare a casa, dove mangia da sola. Ruza vive senza guardare al passato e senza mai lasciarsi andare alla nostalgia, al contrario dalla sua dipendente, Mila, di sessant’anni. Espatriata anche lei insieme al marito qualche decennio prima, pensa solo a costruire una casa in Croazia, il suo paese d’origine, dove vuole tornare a vivere. La routine quotidiana delle due donne sarà sconvolta dall’arrivo di Ana, bella ventenne in cerca di lavoro, che ha lasciato da poco Sarajevo per sfuggire alla guerra e alle ferite che ha lasciato. La ragazza viene assunta come cameriera ma, con l’impulsività e l’energia che la contraddistinguono, mette a dura prova la disciplina imposta fino a quel momento all’attività dalla proprietaria, spaventata ma anche incuriosita e stimolata dalla vivacità di Ana. Una sera, la nuova arrivata organizza una festa di compleanno per la padrona e l’evento inatteso scatena tra le protagoniste le tensioni che fino a quel momento erano rimaste latenti. Ruza e Ana, aprendosi, cominciano a poco a poco a intessere un legame di amicizia. Ma la padrona, anche se rifiorisce a contatto con la giovane, di fronte all’atteggiamento sfuggente di quest’ultima, che porta il peso di un grande segreto non confessato, prenderà presto le distanze dalla nuova vita. In Das Fräulein Andreas Staka racconta, con la grande cura registica caratteristica di tutti i suoi lavori, diversi modi di vivere la lontananza dalla patria. Il film, che può contare su un’ottima distribuzione, regala la bellissima storia di una serie di personaggi commoventi nella loro complessità.

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Domenica 30 Luglio 2006

Luoghi non comuni

Evidentemente anche a Beirut.

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Centinaia di libanesi manifestano davanti agli uffici Onu a Beirut. Protestano contro il massacro di Cana.

Luoghi non comuni

Nel caso ancora ci fossero dubbi.

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Israele colpisce Cana, nel sud Libano: 57 morti civili, di cui 37 bambini.

Venerdì 28 Luglio 2006

Luoghi non comuni

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Martedì 25 Luglio 2006

Luoghi non comuni

di Giulia

Il quartiere di Hamra questa notte è deserto, quel quartiere in cui di solito, quando vengo a Beirut per il fine settimana, è gremito di gente, locali, bar.
Deserto e silenzio in questo quinto giorno di guerra, tra il rumore delle bombe e il silenzio irreale di chi aspetta un altro botto. Un’altra bomba sganciata dagli aerei.
Sono in un hotel internazionale, fuori tutto questo e anche di più, esattamente nella situazione in cui non volevo e non vorrei essere.
Io qui nella gabbia dorata degli internazionali, la guerra (e la gente a subirla), fuori.
Bisogno di parlare e di tirare fuori quello che ho dentro, e che non se ne andrà, dalla testa e dal cuore.
Ma forse tirarlo fuori può aiutarmi, come altre volte.
Sto aspettando di essere rimpatriata, via Siria e poi Cipro, come gli altri italiani.
Avevo detto no, poi mi hanno obbligata. Semplice.

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Lunedì 24 Luglio 2006

Personale

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Prendi i più “fastidiosi” che ti vengano in mente - ma non qualcuno a caso, i numeri uno del loro settore: un terrone, un ebreo e uno zingaro. Dagli in mano lo strumento più rumoroso e irritante (la tromba, una ciascuno of corse) e lasciagli licenza di frastuono assortito. Checché ne pensi, la gente farà a botte per esserci, vederli e soprattutto ascoltarli. Controsenso? Forse. Ma uno dei più belli a cui potrai assistere. Loro sono il vulcanico trombettista siciliano Roy Paci, il più eclettico musicista klezmer, Frank London, e il re dei Balcani Boban Markovic, con alle spalle l'Orkestar di quest'ultimo. I più grandi classici della tradizione della Sicilia, melodie ebraiche dalla grande storia, rutilanti danze in levare dalla Serbia e composizioni ad hoc dei tre passeranno per il tritatutto sonoro della fanfara di Markovic, già al servizio di Goran Bregovic per i film di Kusturica e pluripremiata al Festival di Guca, la woodstock dei balcani, ove si tiene in agosto il più grande raduno di trombe che possiate immaginate. Il risultato? Rumore a go-go, incontenibile frenesia danzante, ottoni incalzanti e ritmo assassino con tre trombe come non se ne trovano. La verve del terrone, la classe dell'ebreo, la potenza dello zingaro, tutti su un palco solo: Roy Paci rimbalza dallo ska degli Aretuska alla patchanka di Manu Chao, fino al popolaresco marciare della Banda Ionica; Frank London gioca con il klezmer, di cui rappresenta la new wave con i suoi Klezmatics e il lato fracassone con la Frank London Klezmer Brass All Stars. E Boban Markovic, con a fianco il figlio Marko, ci mette del genio affidando il tutto alla sua fanfara e al suo strumento: il timbro, il sigillo, la ceralacca dello spettacolo, garanzia di divertimento assicurato. Pensa un po': ti ascolti un terrone, un ebreo e uno zingaro che ti sciorinano il loro modo di essere in musica, d'amore e d'accordo, rumorosi e divertiti. E magari va pure a finire che ti senti anche tu uno dei loro.

Domenica 23 Luglio 2006

Luoghi non comuni

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Aeroporto di Beirut, stagione turistica
Arrivi:
Provenienza: Israele, Aereo: F16
Provenienza: Israele, Aereo: F16
Provenienza: Israele, Aereo: F16

Sabato 22 Luglio 2006

Luoghi non comuni

da Haramlik

[...]
15 anni di guerra civile.
Poi gli anni della ricostruzione.
E hanno ricostruito: i libanesi sono bravi. I migliori, in questo momento.

Non sono mai stata in Libano per lo stesso motivo per cui non sono mai stata a Parigi: perché non avevo i soldi.
"Carissimo, il Libano, i più fighetti, i più sofisticati. Ma bello. Bello. Bello."
Julia era lì il mese scorso.
E' il viaggio-premio di chiunque stia in Medio Oriente, il Libano.
Ma chi glielo doveva dire ai libanesi, due settimane fa, che in 5 giorni gli distruggevano il paese?

Al Cairo è pieno di gente che arriva da lì.
"Bombardata Beirut, e bombardata Tripoli, Sidone..."
"Ma porca miseria, sembra fantascienza. Noi siamo qui, tu snoccioli i nomi delle città e sembra fantascienza".
"E' vero, sembra fantascienza".

"Sai: quando c'era la guerra civile, era una guerra di terra. Sì, un mucchio di danni, ma non certo quelli di adesso. Adesso, al secondo giorno, Beirut era distrutta. Poi hanno distrutto la strada che porta a Damasco, per non farci scappare. E poi i ponti, le strade, tutto. Avevano ricostruito tutto, come tedeschi del Medio Oriente, e ora non c'è più niente."

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Venerdì 21 Luglio 2006

Luoghi non comuni

20 LUGLIO
Il leader Hezbollah, Hassan Nasrallah, dichiara che il suo movimento non rilascerà i soldati israeliani rapiti se non in seguito a uno scambio di prigionieri grazie a negoziati indiretti. Il premier israeliano Olmert cede alle pressioni internazionali: «Sì a un corridoio umanitario». Proseguono le operazioni militari: nuove offensive israeliane in Libano. I marines di nuovo a Beirut dopo 23 anni per evacuare i cittadini americani. Il segretario dell'Onu, Kofi Annan, condanna sia Israele che Hezbollah.

19 LUGLIO
Non si ferma l'offensiva israeliana in Libano. Almeno 85 i morti tra cui 70 libanesi e 15 palestinesi, a cui vanno aggiunti quattro israeliani - due soldati e due bambini - nell'ottava giornata di guerra, la più sanguinosa dall'inizio del conflitto. Appello del premier libanese Fuad Siniora: «Il mondo ci aiuti a disarmare Hezbollah. Prima di tutto - ha aggiunto - devono cessare i bombardamenti israeliani».

18 LUGLIO
«L'offensiva in Libano continua»: lo ribadisce il premier israeliano Olmert nel settimo giorno di guerra, denunciando anche il coinvolgimento dell'«Iran nel rapimento dei soldati». Nella notte riprendono i raid aerei sul Paese, colpite 2 caserme. Almeno 15 le vittime di 50 azioni israeliane. Nuovi razzi hezbollah sulla città israeliana di Tiberiade, in Galilea. Intanto la Croce Rossa annuncia: gli sfollati sono 700mila, «ma il numero di profughi è destinato a crescere». Il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan avverte: la tregua prima dell'invio delle forze Onu.

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Luoghi non comuni

[...]
La reazione del Governo di Ehud Olmert contro le provocazioni di Hamas e di Hezbollá può essere soggetta a critiche tanto quanto le azioni dei suoi avversari. Nessuno può proteggersi dietro la condizione di vittima propiziatoria universale per fare sì che la propria politica non venga messa in discussione. Criticare la politica del governo di Israele non è antisemitismo.

Il comportamento di Israele, in un contesto chiaramente ostile, può anche rientrare nel principio della legittima difesa. Ma la legittima difesa esige che la risposta sia proporzionata all'attacco di cui si è stati vittima. Lo è, quella del governo israeliano?
L'esecutivo di Olmert non può attaccare obiettivi civili e distruggere infrastrutture fondamentali per la vita dei cittadini appellandosi alla legittima difesa. E può ancora meno cercare di giustificare con questo argomento la morte di più di 300 persone, per la maggior parte civili innocenti, in solo una settimana di ostilità.

Rodríguez Zapatero, in assoluta sintonia con gran parte dell'opinione pubblica spagnola e internazionale, pensa che l'azione di Israele sia sproporzionata, pur condannando quelle di Hamas e di Hezbollah, e chiede una soluzione diplomatica.
Ritenere che ciò sia indice di antisemitismo è un'offesa agli stessi cittadini israeliani, specialmente a quelli che hanno democraticamente espresso il proprio disaccordo con il governo.
Per questo, agitare il fantasma dell'antisemitismo è completamente fuori luogo.
[...]

dall'editoriale di El Pais di oggi

Lunedì 17 Luglio 2006

E' inaccettabile che Amadinejad continui a ripetere di voler distruggere Israele.
Olmert almeno il Libano lo distrugge sul serio.

Domenica 16 Luglio 2006

Luoghi non comuni

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Quinto giorno di attachi a Beirut e al Libano da parte di Israele

Venerdì 14 Luglio 2006

Luoghi non comuni

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Beirut, Proseguono gli attacchi israeliani iniziati due giorni fa contro la capitale del Libano

Giovedì 13 Luglio 2006

Luoghi non comuni

Un giorno un cittadino sovietico venne ammesso al cospetto di Dio, che gli concesse una sola domanda.
"Padre, quando il mio paese conoscerà la libertà e la democrazia?", chiese.
"Dieci anni dopo la tua morte", fu la risposta.
Il russo, all'udire queste parole, pianse.

Un giorno un giovane africano fu ammesso al cospetto di Dio, che gli concesse una sola domanda.
"Signore, quando la mia gente sconfiggerà la fame e la carestia?", domandò.
"Cinquant'anni dopo la tua morte", fu la risposta.
L'africano, udendo queste parole, pianse.

Un giorno un libanese venne ammesso al cospetto di Dio, che gli concesse una sola domanda.
"Signore, quando il Medio Oriente troverà la pace, dopo tanto odio e tanta violenza?", chiese.

Dio pianse.

Luoghi non comuni

1982-2006:
chissà perchè ogni volta che l'Italia vince la coppa del mondo di calcio, Israele se la prende con il Libano...
(a proposito di armi di distrazione di massa)

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Gli aerei militari israeliani hanno attaccato questa mattina all'alba l'aeroporto internazionale di Beirut. Colpite anche altre zone della città, tra cui il quartiere di Hart Reik. La crisi tra Libano e Israele è scoppiata ieri: le truppe con la stella di David hanno risposto all'uccisione di 8 soldati e al rapimento di due da parte degli Hezbollah varcando il confine tra i due stati

Venerdì 23 Giugno 2006

Personale

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Mercoledì 14 Giugno 2006

Luoghi non comuni

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Da Lubiana a Sarajevo, passando per Zagabria, Novi Sad, Belgrado, Skopje, Pristina, Tirana e Podgorica. Quest’estate (dal 30 luglio al 24 agosto) un gruppetto di artisti, architetti e designer viaggerà attraverso i Balcani, toccando nove città e capitali. Il programma della singolare spedizione, organizzata dalla School of Missing Studies e dalla Centrala Foundation for Future Cities, prevede una sosta di due giorni in ogni luogo con workshop, tour guidati e momenti di incontro durante i quali dare vita a nuovi progetti, reti, architetture e politiche su un unico tema: il futuro dei Balcani occidentali.

L’obiettivo è cercare eventuali collegamenti lungo la cosiddetta “autostrada abbandonata”, la strada realizzata negli anni Sessanta che univa le principali città della ex Jugoslavia. Il risultato dell’indagine sarà presentato nel corso delle mostre “Europe Lost and Found” a Stoccarda e Lubiana (2007) e nel corso di un convegno alla Columbia di New York (2006).

Vai al sito Lost Highway Expedition

Luoghi non comuni

I loro sono atti di terrorismo, i nostri effetti collaterali...

Giovedì 25 Maggio 2006

Personale

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Beirut, 14 febbraio 2004

Lunedì 22 Maggio 2006

Luoghi non comuni

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Con il 55,5% dei voti, il popolo di Montenegro ha detto sì all'indipendenza dalla Serbia e alla fine dell'ultimo Stato unitario tra republiche ex jugoslave.

Domenica 21 Maggio 2006

Luoghi non comuni

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(Kostunica a Sveti Sfetan sogna Djukanovic a Kalemegdan)

Martedì 16 Maggio 2006

Sguardi

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Guarda la galleria fotografica

Venerdì 12 Maggio 2006

Letture

Da venerdì 12 maggio, in edicola e libreria, Limes 3/06

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Vai al sito di Limes, la rivista italiana di geopolitica

Venerdì 07 Aprile 2006

Cinema 2006

Il tempo dei gitani, 1989, Emir Kusturica, Jugoslavia
Prima della pioggia, 1994, Milco Mancevski, Macedonia
Underground, 1995, Emir Kusturica, Serbia
Il cerchio perfetto, 1997, Ademir Kenovic, Bosnia Erzegovina
Gatto nero, gatto bianco, 1998, Emir Kusturica, Jugoslavia/Francia/Germania/Gran Bretagna
La polveriera, 1998, Goran Paskaljevic, Jugoslavia/Macedonia/Francia/Grecia/Turchia
No man’s land, 2001,Danis Tanovic, Bosnia Erzegovina
Benvenuto Mr President (Gori Vatra), 2003, Pjer Zalica, Bosnia Erzegovina
Jagoda, Fragole al supermercato, 2003, Dusan Milic, Italia/Germania/Repubblica federale di Yugoslavia
Nema Problema, 2004, Giancarlo Bocchi, Italia
La vita è un miracolo, 2004, Emir Kusturica, Francia

Sabato 11 Marzo 2006

Luoghi non comuni

L'ex leader serbo Slobodan Milosevic è morto oggi all'Aja nel carcere del Tribunale Penale Internazionale.

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Slobodan Milosevic (a sinistra), Franjo Tudjman (al centro) e Alija Izetbegovic (a destra)

Domenica 19 Febbraio 2006

Luoghi non comuni

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di Elena Franzoia

Lontano dalle retoriche a cui appare inevitabilmente associato, dalla sua commercializzazione non meno che dalle leggende sulle presunte origini postribolari che lo hanno rilanciato, nell’immaginario collettivo, come torbido ballo della passione e dell’erotismo, la straordinaria rinascita che il Tango ha avuto negli ultimi dieci anni sembra nascondere motivazioni più profonde e sottili, che purtroppo sfuggono, per la loro complessità, a coloro a cui è negata l’esperienza, unica e straordinaria, del ballo.
Oltre le rose e le scollature, gli scosciamenti e gli strusciamenti con cui viene spesso venduto, il Tango appare piuttosto, per chi balla, una continua scommessa, un’ inconciliabile, intrigante contraddizione.
Danza “teatrale” dalle grandi potenzialità di espressione, il Tango sembra infatti avvincere proprio per la componente intimista e fragile del suo incedere imperioso e spezzato: per quella tensione e concentrazione - fisica, psicologica, sentimentale- che magicamente s’instaura quando i due ballerini, che spesso non si conoscono, cominciano a condividere l’esperienza della comunicazione fisica, a dialogare con i propri corpi, fondendosi e con-fondendosi con la musica e l’ambiente. Un modo per giungere ad essere assolutamente presenti e assolutamente distanti, rapiti dal proprio vortice emozionale e insieme vivi, padroni dell’attimo, consci del passare inesorabile del tempo e insieme del suo scaramantico corteggiamento, dell’illusione di sedurlo e sconfiggerlo trasformandolo in nota, in dinamismo, in esperienza dello spazio e del suo movimento.

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Lunedì 06 Febbraio 2006

Luoghi non comuni

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Double-Faced, Double-Standard West:
Anti-Semitism is a crime punished by law
Anti-Islamic cartoons and articles are freedom of expression

Venerdì 06 Gennaio 2006

Luoghi non comuni

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Leggi l'intervento su Haramlik.

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