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Archivio Letture


Domenica 28 Marzo 2010

Letture

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Zeina Abirached
Mi ricordo Beirut
BeccoGiallo, 2009

Le schegge delle granate esplose che il fratellino raccoglie da terra a mani nude per la sua personalissima collezione, gli improvvisi blackout di corrente che interrompono i cartoni animati sempre sul più bello, la musica diffusa in salotto a tutto volume per provare a sovrastare il frastuono della guerra. Piccoli frammenti d'infanzia, privati, ferventi, delicati, per disegnare un vivido mosaico di ricordi. Con un esercizio di stile dedicato a Georges Perec, Zeina Abirached mescola le gioie e i dolori di una Beirut che non trova pace, mostrando con ironia e disincanto come si possa crescere - come si possa diventare donna - in tempo di guerra.

Leggi anche la Bibliografia della sezione su Beirut

Martedì 29 Dicembre 2009

Letture

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Samir Kassir
Beirut. Storia di una città
Einaudi, 2009

Da sempre Beirut, tra i bagliori di una città aperta - orientale e occidentalizzata, cristiana e musulmana, moderna ma profondamente radicata in una storia che ha visto passare Pompeo, Saladino, i Pascià Jazzar e Ibrahim e gli incubi di un luogo esposto di continuo alla guerra, con i suoi abitanti di svariata provenienza, i suoi scrittori e artisti, i suoi contrasti ed eccessi, continua ad alimentare l'immaginario più variegato. Restituendo alla città i mille volti della sua storia, Kassir racconta le grandi contraddizioni della prima metropoli del mondo arabo. Spesso idealizzata in passato per lo scenario felice e la natura lussureggiante, nella seconda metà del Novecento Beirut vive la sua età dell'oro, ponendosi al centro di interessi economici che superano i confini della piccola Repubblica Libanese. Al proprio potere di attrazione la città sottomette i vicini arabi: Beirut con la sua dolce vita rappresenta l'Occidente più vicino. Ed è allo stesso tempo luogo di ritrovo di esuli e intellettuali, fucina di idee e crogiolo di lingue e di culture. Tutto questo subirà una prima battuta d'arresto nel 1967 con la guerra dei sei giorni, per spegnersi del tutto nel 1975, quando il nome Beirut diventa sinonimo di guerra civile. Quindici anni di bombe e sangue che squarciano i muri e gli animi e riempiono i giornali, orfani della guerra del Vietnam. Estroversa e cosmopolita nella prosperità, la città lo sarà anche nella rovina, diventando il teatro della prima guerra evento televisivo.


beirutlibano.jpgRiccardo Cristiano
Beirut, Libano. Tra assassini, missionari e Grands Cafés
UTET, 2008

Sotto l'incalzare dei drammatici avvenimenti dell'oggi poeti, cantanti, sociologi, politici, storici, giornalisti, esuli, missionari, impiegati, avvocati e imprenditori dell'intrattenimento presentano la storia di Beirut, una città curiosamente contrapposta al Paese del quale è la capitale, il Libano. Tanto questo viene presentato come il prodotto di identità religiose e comunitarie configgenti, tanto Beirut è vista come l'identità condivisa da tutte queste comunità, il luogo dove dialogo e coesistenza sono una sfida e una realtà quotidiane. Il libro così ripercorre le tappe principali della crescita di Beirut nell'Ottocento, del suo affermarsi come città cosmopolita in epoca ottomana, del suo sviluppo ambiguo e distorto negli anni del mandato coloniale francese, del suo precipitare nella guerra civile e quindi della sua sfida al sistema totalitario diffuso nel mondo arabo, con l'insurrezione pacifica seguita all'assassinio dell'ex primo ministro Rafiq Hariri. Una dettagliata analisi dei drammatici eventi succedutisi da quell'assassinio, il 14 febbraio del 2005, fino alla contesissima elezione del nuovo Presidente della Repubblica, si intreccia con la narrazione della controversa ricostruzione della città e con il racconto dei suoi ghetti e dei suoi luoghi di vita notturna e sociale, della sua vita culturale libertaria, della crescita del "totalitarismo islamico" di Hezbollah e delle due linee che si contrappongono nel campo cristiano.

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Domenica 07 Giugno 2009

Letture

terremotoatirana.aspSerena Luciani
Terremoto a Tirana. Intrighi, amori e spie al crollo del comunismo
Nuovi Equilibri, 2008

Nel 1989 è caduto il muro di Berlino, ma si è anche aperto con Milosevic il conflitto in Kosovo, ancora oggi di stretta attualità. Fiora Listri, protagonista del romanzo, addetta culturale presso l'Ambasciata italiana a Tirana dal 1988 al '90, interagisce con tutti i rappresentanti diplomatici, con l'ambiente culturale albanese, ma anche, se pur di straforo, con la gente comune. Malgrado il divieto di ogni contatto esterno per più di 15 minuti, farà amicizia con un direttore d'orchestra con il trucco di usare frasi tratte dai libretti d'opera e riuscirà persino ad avere un'avventura erotica con un giovane archeologo albanese dribblando abilmente i segugi. Tra riti e cerimoniali delle ambasciate, spie e complotti, intrighi e scaramucce, concerti e mostre, miti e leggende, si dipanano le sue avvincenti e pericolose avventure nella piccola e sconosciuta Albania fino al crollo, nel 1991, del regime e alla partenza delle navi dei profughi verso l'Italia.

Domenica 05 Aprile 2009

Letture

baku.jpgSylvain Tesson
Baku. Elogio dell'energia vagabonda
Excelsior 1881, 2007

«Dal lago Aral fino al mar Caspio ho camminato accanto agli oleodotti, seguendo il tragitto del petrolio. Ho attraversato l'Azerbaidjan, Baku, la Georgia e la Turchia. Ho costeggiato tre mari e ripercorso il cammino di quell'energia che estraiamo dagli strati più profondi della terra e che fluisce come la forza vitale che è dentro di noi. Anche l'essere umano, come il cuore della terra, custodisce una riserva di energia che le giuste trivellazioni possono portare in superficie. Ma perché le nostre risorse ci spingono all?irrequietezza piuttosto che alla saggezza?»


pianetacaucaso.jpgWojciech Gorecki
Pianeta Caucaso. Dalla Circassia alla Cecenia: un reportage dai confini dell'Europa
Bruno Mondadori, 2007

"Un grande reportage su una delle regioni più affascinanti e drammatiche del mondo. Górecki ha superato le enormi difficoltà nelle quali, in quelle regioni, sempre si imbatte un reporter giungendo nei luoghi più inaccessibili e incontrando persone fuori dal comune che ci colpiscono per la loro semplicità e per il loro grande cuore. Sotto la sua penna viva e precisa non soltanto tutto il Caucaso settentrionale, ma anche le differenti popolazioni che lo abitano, ci appaiono come isolati, piccoli satelliti, così che alla fine riusciamo a comprendere tutta la ricchezza e la multinazionalità del 'cosmo' Caucaso. La sua passione, il suo sforzo, la sua resistenza ci offrono uno dei libri più preziosi degli ultimi anni." (Ryszard Kapuscinski)


ilcaucaso.jpgAldo Ferrari
ll Caucaso. Popoli e conflitti di una frontiera europea
Edizioni Lavoro, 2005

Dopo un rapido inquadramento della sua struttura etno-culturale, il volume descrive le tappe fondamentali della storia del Caucaso sino all'inserimento nell'orbita russa e sovietica. Un'attenzione particolare è poi riservata alle dinamiche interne ed esterne degli ultimi anni. Dopo la dissoluzione dell'URSS, l'insorgere di numerosi conflitti interetnici (Nagorno-Karabakh, Cecenia e così via) e il loro intersecarsi con la competizione geopolitica ed economica tra Russia e Stati Uniti hanno infatti trasformato il Caucaso in una delle regioni più conflittuali del panorama internazionale. Viene infine preso in considerazione il rapporto di quest'area con l'Europa.

Martedì 13 Maggio 2008

Letture

In edicola e libreria, Limes n.3/08

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Domenica 30 Marzo 2008

Letture

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Predrag Matvejevic
Mondo «ex» e tempo del dopo.
Identità, ideologie, nazioni nell'una e nell'altra Europa

Garzanti, 2006

Mondo "ex" è la confessione laica dell'autore: si incontrano gli ex-comunisti travestiti da democratici, i dissidenti di ieri che non sanno più ritrovare un ruolo, le culture nazionali degenerate in ideologie della nazione. Mondo "ex" è una testimonianza su quello che sta diventando l'altra Europa, un viaggio in un Mediterraneo dove "da Oriente a Occidente ogni punto è divisione", un messaggio a un'Europa che prima ancora di nascere rischia di diventare anch'essa "ex".

Venerdì 28 Marzo 2008

Letture

In edicola e libreria, Limes n.2/08

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Sabato 29 Dicembre 2007

Letture

In edicola e libreria, Limes Quaderno Speciale n.3/07

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Sabato 27 Ottobre 2007

Letture

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Joe Sacco
Neven. Una storia da Sarajevo
Mondadori, 2007

2001. Dopo la fine del conflitto serbo-bosniaco, per la prima volta Sacco fa ritorno a Sarajevo. Provata da anni di brutalità e follia, la città è curiosamente silenziosa, quasi che i suoi abitanti non si sentissero più sicuri di come si fa a vivere. Sacco non si rassegna davanti a questo muro fatto di tragedie, viltà, eroismi e storie non dette e va alla ricerca di Neven, una sua ex conoscenza dall'ambiguissima moralità. Figlio di una musulmana e di un serbo, Neven è un po' di tutto: un eroe di guerra, un narratore, un pappone, un fanfarone, una guida turistica dei gironi infernali, uno scroccone. L'autore lo aveva incontrato nel 1995 quando era arrivato a Sarajevo sul finire della guerra.

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Venerdì 26 Ottobre 2007

Letture

In edicola e libreria, Limes Quaderno Speciale n.2/07

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Venerdì 28 Settembre 2007

Letture

In edicola e libreria, Limes n.5/07

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Venerdì 13 Luglio 2007

Letture

In edicola e libreria, Limes n.4/07

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Domenica 01 Luglio 2007

Letture

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Giancarlo Bocchi, Arturo Curà, Luigi Riva
Nemaproblema.
La verità è la prima vittima della guerra

Manni, 2004


Il libro raccoglie la sceneggiatura di Nemaproblema (un film sulla guerra dell'ex Jugoslavia nei primi anni Novanta, e sull'informazione di guerra) con interventi di Ettore Mo, Adriano Sofri e Bernardo Valli, oltre che del regista Giancarlo Bocchi, il quale, nella presentazione, scrive: "Ogni volta che tornavo da un paese in guerra, mi sforzavo di spiegare come le storie, le testimonianze, le esperienze che avevo raccolto non erano fuori dal mondo, ma erano tutte del nostro mondo. Giorno per giorno una realtà, anzi un'irrealtà, bugiarda e consolatoria ci ha resi inconsapevoli complici. Cecchini della visione."


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Fernando Gentilini
Infiniti Balcani.
Viaggio sentimentale da Pristina a Bruxelles

Pendragon, 2007

Il sogno kosovaro dell'indipendenza, il riscatto della Serbia del dopo-Milosevic, la resurrezione di Sarajevo, un Montenegro nuovamente sovrano, le meraviglie dell'Albania e il bisogno di identità dei macedoni: i Balcani restano terra da leggenda, capaci di scompaginare vite e confini. Cercano disperatamente di ricongiungersi all'Europa, ma sono ancora illuminati dalla luce riflessa dell'Oriente. L'Europa è l'altra protagonista di questo saggio-racconto. Perché la storia recente dei Balcani ne evoca i momenti più tragici. E perché sarà proprio il destino del progetto europeo a dirci se le disgregazioni della ex Jugoslavia vadano considerate un residuo del nostro passato continentale o l'annuncio del futuro. Pagine in bilico tra incanto balcanico e sogno europeo. Appassionate, che sconfessano ogni cliché. Scritte con la consapevolezza che nulla può dirsi acquisito per sempre dalla storia e che da un giorno all'altro potremmo risvegliarci tutti in un'Europa diversa da quella in cui abbiamo avuto la fortuna di crescere.


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Domenica 17 Giugno 2007

Letture

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”Alla scoperta dell'altra metà dell'Europa con un semplice click” : è il motto del nuovo web magazine, interamente dedicato al turismo nei paesi dell'Europa Orientale. Grande importanza rivestono le immagini, tutte inedite, accompagnate da testi brevi ma approfonditi, che raccontano storia, arte, folklore e natura di questi paesi. Slovenia, Croazia, Serbia e Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Albania, Romania, Bulgaria, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Russia, Moldavia, Bielorussia, Ucraina, Estonia, Lettonia, Lituania, Georgia, Armenia, Kazachstan, Tagikistan, Kirghizistan, Turkmenistan, Azerbaigian: colmi di tesori inaspettato, tutti da scoprire per i turisti occidentali.

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Lunedì 14 Maggio 2007

Letture

In edicola e libreria, Limes n.3/07

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Sabato 12 Maggio 2007

Letture

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Antonio Ferrari
Islam sì, Islam no
Le Lettere, 2007

Fra i maggiori conoscitori delle vicende mediorientali, che segue da un quarto di secolo come inviato speciale del «Corriere della Sera», Antonio Ferrari ci propone un volume che è come una sonda piantata nel cuore dei dieci Paesi musulmani più esposti: vittime e complici del loro destino. Si raccontano (con molti particolari inediti) i tentativi di annientare la famiglia reale giordana; le pericolose sbandate della società palestinese; le tentazioni dinastiche dell’Egitto; le manovre di una Siria isolata; le fragilità del Libano; il disastro dell’Iraq; la minaccia iraniana; i segreti dell’Arabia Saudita; la scommessa europea degli islamici turchi; l’ambigua posizione del Pakistan; i retroscena degli attentati contro il presidente-dittatore Pervez Musharraf e così via. Un’analisi che porta l’autore a conclusioni ben precise. Il terrorismo islamico che spaventa il mondo ha un nemico su tutti: l’Islam. E un obiettivo prioritario: abbattere con la violenza i regimi moderati. La democrazia, che si vorrebbe innestare nell’Islam, rischia di favorire gli estremisti. Anzi, li ha già favoriti.

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Lunedì 08 Gennaio 2007

Letture

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Mazen Haidar
Città e memoria. Beirut, Sarajevo, Berlino
Bruno Mondadori , 2006

Piazza dei Martiri a Beirut, Potsdamer Platz a Berlino, quartieri interamente cancellati come Grbavica e Ilidza a Sarajevo, sono luoghi emblematici di città spianate e stravolte dalle guerre. Che rapporto ha il luogo attuale con il luogo scomparso? Può ancora ricordare il luogo del passato, può ancora consentire una ricomposizione dell'unità perduta della piazza? O forse le tracce sono state definitivamente perdute? E ancora, come si conservano la memoria collettiva e la forma della città prima, durante e dopo la guerra? Tre giovani autori, architetti e storici, si confrontano con tre grandi città devastate dai conflitti avviando una riflessione intorno alla questione della memoria e dello spazio urbano come narrazione vivente della storia: un appassionante viaggio alle radici del nostro presente che, sul filo della dialettica del ricordo e dell'oblio, restituisce, più carichi di vita che mai, i luoghi che sono stati e non sono più attraverso la memoria che le popolazioni hanno della loro metamorfosi.

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Venerdì 29 Dicembre 2006

Letture

In edicola e libreria, Limes Quaderno Speciale n.3/06

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Venerdì 08 Dicembre 2006

Letture

In edicola e libreria, Limes n. 6/06

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Giovedì 23 Novembre 2006

Letture

In edicola e libreria, Limes n. 5/06

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Venerdì 29 Settembre 2006

Letture

Da venerdì 29 settembre, in edicola e libreria, il Quaderno Speciale di Limes 2/06

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Domenica 17 Settembre 2006

Letture

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Azar Nafisi
Leggere Lolita a Teheran
Adelphi, 2004

Quando uno dei suoi studenti più islamizzati le contesta il diritto di tenere un corso sul "Grande Gatsby" - equiparato al Grande Satana -, Azar Nafisi decide di allestire un processo davanti all'intera classe, e di assumere in prima persona il patrocinio del romanzo. Una tecnica certo poco ortodossa, che tuttavia non stupirà più di tanto il lettore di questo sconvolgente racconto autobiografico. Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze tremende - e qui descritte con la precisione di un testimone partecipe e sgomento -, Azar Nafisi ha infatti dovuto cimentarsi in un'impresa fra le più ardue, e cioè spiegare a ragazzi e ragazze esposti in misura crescente alla catechesi islamica una delle più temibili incarnazioni dell'Occidente: la sua letteratura. Per riuscirci, è stata costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero al tempo stesso efficaci per gli studenti e innocue per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è uno dei più toccanti atti d'amore per la letteratura mai professati - e insieme una magnifica beffa giocata a chiunque cerchi di interdirla.

Leggi anche la Bibliografia della sezione sull'Iran

Letture

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Miodrag Lekic
La mia guerra alla guerra.
Diario dell'ambasciatore jugoslavo a Roma durante il conflitto per il Kosovo
Guerini e Associati, 2006

Il diario di Miodrag Lekic non registra solo gli avvenimenti drammatici della guerra per il Kosovo, rivelandone gli inquietanti retroscena. E' il resoconto dei frenetici tentativi dell'ambasciatore jugoslavo in Italia ­ rimasto l'unico rappresentante del suo Paese in Occidente ­ per convincere i politici e gli intellettuali italiani a schierarsi contro i bombardamenti. Lontano dalla patria ma vicino al suo popolo, Lekic combatte la sua battaglia solitaria.

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Venerdì 15 Settembre 2006

Luoghi non comuni

Nonostante tutto Oriana Fallaci ha scritto uno dei più bei romanzi ambientato a Beirut...

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Oriana Fallaci
Insciallah (1990)
Atto Primo - Capitolo Secondo - 1

Per un tempo che a molti sembrava immemorabile e che invece risaliva a un passato recente, Beirut era stata una delle contrade più gradevoli del nostro pianeta: un posto comodissimo per viverci e per morirci di vecchiaia o di malattia. Sia che tu fossi ricco e corrotto, sia che tu fossi povero e onesto, lì trovavi il meglio che una città possa offrire: clima dolce d'estate e d'inverno, mare azzurro e colline verdi, lavoro, cibo, spensieratezza che vendeva qualsiasi piacere, e soprattutto una gran tolleranza perché malgrado la babele di razze e di lingue e di religioni i suoi abitanti andavan d'accordo fra loro.

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Venerdì 12 Maggio 2006

Letture

Da venerdì 12 maggio, in edicola e libreria, Limes 3/06

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Lunedì 08 Maggio 2006

Letture

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Italo Moretti
L'argentina non vuole più piangere
Da Peron a Kirchner: gli anni della dittatura, la crisi economica, i segni del cambiamento di un paese inquieto
Sperling & Kupfer, 2006

In Argentina, il 24 marzo 1976, i militari rovesciano il debole governo della vedova di Peron. Il colpo di Stato è considerato inevitabile dalla maggioranza della gente e della stampa internazionale: dalla morte di Peron, infatti, è in atto una lotta sanguinosa fra la destra e la sinistra del peronismo, in un crescente vuoto di potere aggravato dalle difficoltà finanziarie. Ma questo, il sesto in cinquant'anni, non è il "solito, periodico golpe". Si scatena una repressione indiscriminata, si aprono le prigioni segrete, si moltiplicano i desaparecidos. E' l'inizio di un lungo periodo buio che non finirà neppure con il crollo della dittatura, avvenuto nel 1982. Si assisterà infatti a uno stentato ritorno della democrazia e a una nuova crisi economica.

Leggi anche la Bibliografia argentina / 1

Venerdì 27 Gennaio 2006

Letture

argentina-paradossi.jpgMaria Seoane
Argentina
Paese dei paradossi

Laterza, 2004

Argentina: una terra ricca di risorse naturali e una economia che passa da una crisi all'altra, una cultura vivace e sofisticata e una politica corrotta e autoritaria... Come si spiegano questi paradossi? Una delle più autorevoli giornaliste argentine ci offre un ritratto suggestivo e illuminante del suo paese, da Peron a Borges, dal tango ai desaparecidos, fino ai problemi e alle speranze di oggi.


peron-cavallo.jpgFrancesco Silvestri
L'Argentina da Peron a Cavallo (1945-2003)
Storia economica dell'Argentina dal dopoguerra ad oggi

CLUEB, 2004

La storia economica e politica argentina nel periodo che va dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri (da Peron a Cavallo, appunto), ripercorsa in maniera critica con l'intento di comprendere cosa possa avere trasformato quella che nell'immediato dopoguerra era la quinta potenza economica del mondo in un Paese con problemi strutturali di bilancia dei pagamenti, deficit pubblico e inflazione. Nell'intento di comprendere come una nazione di cultura europea, capace di produrre artisti come Borges, Piazzolla, Soriano, possa avere partorito una dittatura psicotica, che ha fatto diventare patrimonio di tutte le lingue del mondo un termine sinistro, fino a quel momento semi-sconosciuto: desaparecidos.

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