Chronology

» Il passato
» L'indipendenza
» La guerra
» Il dopo-guerra

Circa 50000 a.C.

Primi insediamenti dell’età paleolitica a nord del centro città attuale, a Ras-Beirut e a Khaldé.

5000 a.C.

Formazione del primo nucleo urbano cananeo: piccola città portuale circondata da mura, costruita intorno ad una baia a nord della Place des Martyrs.

1500 a.C.

Il nucleo urbano della città si sviluppa sotto forma di una città alta, fortificata, e di una città bassa vicino al porto.

1100-600 a.C.

La città sembra perdere di importanza nei confronti di altre città-stato più potenti, come Biblo e Sidone.

500 a.C.

La città riprende a crescere all’epoca fenicio-persiana. La trama urbana si estende verso sud e verso ovest secondo un tracciato a ferro di cavallo che segue la pendenza del terreno.

332 a.C.

Conquista della città da parte di Alessandro Magno. La città si sviluppa rapidamente e diventa uno dei poli commerciali più importanti del Mediterraneo orientale.

143 a.C.

Distrutta da Diodato Tifone, la città subisce successivamente le incursioni dei pirati scesi dalle montagne dell'interno.

64 a.C.

Diventata colonia romana con il nome di Colonia Julia Augusta Beritus, la città conosce uno sviluppo importante che ne fa una delle città più prospere dell’Impero Romano d’Oriente. Un centro civico monumentale viene costruito nella zona dell’odierna Place de l’Étoile.

530 d.C.

Sotto il regno di Giustiniano, la scuola di diritto di Berito, risalente ad almeno il 239, ottiene il privilegium imperiale che la pone sullo stesso livello di quelle di Roma e di Costantinopoli. La città conosce una crescita impressionante e si estende oltre i confini dell’odierno centro città.

551

Distrutta da un violento terremoto e dal conseguente maremoto, Berito entra in una fase di declino.

635

Conquista araba. Beirut, piccolo borgo costiero, è assegnata al distretto di Damasco.

A partire dal 972

Passata sotto il dominio fatimide e poi sotto quello dei turchi selgiuchidi, Beirut non è più citata dalle cronache del tempo.

Circa 1000

Gli abitanti della montagna libanese si convertono in massa allo sciismo ismailita. Primi insediamenti di drusi nello Chouf.

1110

Dopo un assedio durato sei mesi, Beirut è conquistata dai crociati.

1180

I maroniti, insediati nelle montagne del nord, si ricongiungono alla Chiesa romana.

1187

Saladino sconfigge i crociati di Beirut e vi stabilisce la sua corte, prima di istallarsi definitivamente a Damasco.

1206

I crociati riconquistano Beirut, ricostruiscono le sue mura e le sue fortificazioni e costruiscono la cattedrale di Saint-Jean al posto di una antica basilica bizantina.

1291

Ripresa ai crociati dai mamelucchi, la città non conosce uno sviluppo particolare, a differenza di Tripoli che diventa la città principale della costa. La cattedrale di Saint-Jean diventa la Grande Moschea Omari.

1305

Perseguitati dai mamelucchi, gli sciiti ismailiti si ritirano nel sud del paese, progressivamente rimpiazzati dai maroniti nel Metn e nel Kesrouan, a nord di Beirut. I drusi conservano la loro base nello Chouf, mentre i sunniti e i greci ortodossi sono maggioritari nelle città costiere.

1516

Gli ottomani entrano a Beirut. La montagna e la costa libanese sono divise in due wilayet (provincie), una nel nord, con capitale Tripoli, l’altra nel sud, con capitale Sidone.

1620

L’emiro druso Fakh al-Din II (Facardino) estende la sua influenza su tutta la montagna e la costa libanese. Fa di Sidone la sua capitale e chiama architetti ed artisti fiorentini per costruire palazzi ed edifici pubblici. Costruisce anche un grande palazzo ad est delle mura di Beirut, a nord dell’attuale Place des Martyrs.

1663

Quando Fakh al-Din II è arrestato dagli ottomani e esiliato a Istanbul, il paese entra in un periodo di grande instabilità. Il trasferimento dei poteri agli emiri della famiglia Chehab nel 1697 non mette fine ai disordini, contrassegnati dalle rivalità tra i governatori delle provincie e i pascià di Damasco, Tripoli e Sidone, oltre che dai conflitti tra clan drusi rivali.

1711

Gli emiri Chehab estendono il loro dominio a tutta la montagna.

1771

Approfittando dei disordini, i mamelucchi, al potere in Egitto, tentano di riconquistare la Siria. La Russia di Caterina II, in guerra contro l’Impero Ottomano, invia la sua flotta nel Mediterraneo orientale per aiutare gli oppositori della Sublime Porta.

1772

Una unità russa bombarda Beirut e occupa la città, che resta sotto il suo controllo fino alla firma del trattato di pace con l’Impero Ottomano nel 1774.

1793

L’emiro Bechir II Chehab diventa principe della montagna e governa il paese dal suo palazzo di Beiteddine nello Chouf, costruito da architetti italiani. Beirut conosce un periodo di sviluppo continuo, che durerà per tutta la prima metà del XIX secolo.

1832

Alleato con Bechir II Chehab, che contesta la dominazione della Sublime Porta, Ibrahim Pacha, vice-re d’Egitto, sconfigge gli ottomani di Siria.

1835-1840

Beirut conosce un periodo di grande prosperità. Una parte dei suoi bastioni viene demolita, la città si estende al di fuori dalle mura e il nuovo potere intraprende un programma di lavori pubblici volto a migliorare le infrastrutture urbane e a sviluppare il porto. Approfittando dei contrasti tra Ibrahim Pacha e la Sublime Porta, le grandi potenze europee (Francia, Gran Bretagna, Russia, Austria-Ungheria) si affrontano per estendere la loro influenza sulla regione. La Francia è l’unica ad appoggiare il vice-re d’Egitto.

1840

L’aumento delle tasse e il fardello dell’occupazione egiziana finiscono per provocare un ampio movimento di rivolta nel paese, sostenuto dagli ottomani e dai loro alleati europei, con l’eccezione della Francia. Le armate britanniche e austro-ungariche sbarcano a Jounieh, a nord di Beirut; le navi inglesi bombardano la città e Bechir II è esiliato a Malta e poi a Istanbul, dove morirà dieci anni più tardi.

1841-1842

Fine dell’emirato degli Chehab. Violenti scontri tra drusi e maroniti nella montagna libanese. Le rivalità tra le grandi potenze fanno aumentare di intensità e complicano le relazioni tra le comunità libanesi. La Francia si dichiara protettrice dei maroniti, la Russia dei greco-ortodossi, gli inglesi dei drusi.

1843

Accordo tra l’Impero Ottomano e le potenze europee per dividere la montagna libanese in due regioni (doppio caimacamat): una a maronita a nord e una drusa a sud. Beirut non dipende da nessuna di queste regioni ma rimane parte della wilayet di Sidone.

1845

Ripresa degli scontri tra drusi e maroniti nella montagna libanese.

1857-1859

Rivolte popolari nella montagna cristiana contro le grandi famiglie feudali. La Chiesa maronita appoggia gli insorti.

1860

Gli scontri tra drusi e maroniti riprendono nella montagna libanese e si trasformano in una vera e propria guerra civile. La superiorità militare drusa è evidente, tanto che numerosi villaggi cristiani dello Chouf vengono incendiati e saccheggiati; la città cristiana di Zahlé, nella valle della Bekaa, è occupata. I disordini si estendono fino a Damasco, dove numerosi cristiani sono massacrati. Beirut resta fuori dagli scontri e accoglie migliaia di rifugiati, dopo che distaccamenti britannici e francesi vi sbarcano per mantenere l’ordine.

1861

La Sublime Porta e le potenze europee si accordano per un Ordinamento Organico destinato a regolare la questione libanese e che rimarrà in vigore fino alla Prima Guerra Mondiale. La montagna libanese diventa un mutsarrifiya, provincia autonoma unificata e sottoposta all’autorità di un mutasarrif ottomano cristiano non libanese, nominato da un comitato consultivo rappresentante delle sei comunità del paese: maroniti, drusi, sunniti, greco-ortodossi, greco-cattolici e sciiti. Le tre città della costa (Tripoli, Beirut e Sidone) e la valle della Bekaa invece non dipendono dal mutsarrifiya.

1863

Costruzione della strada Beirut-Damasco da parte di una società francese, che ottiene la concessione del suo sfruttamento per cinquant’anni.

1867

La prima municipalità di Beirut intraprende grandi lavori per nuove strade e infrastrutture.

1871

Missionari americani creano a Beirut il collegio protestante siriano, che più tardi diventerà l’università americana di Beirut, primo istituto di insegnamento superiore in Siria. Quattro anni più tardi è la volta dei gesuiti francesi, che fondano l’università Saint-Joseph.

Cartolina della fine del XIX secolo

1881-1887

Sistemazione della Place Hamidiyyeh, nel posto dell’attuale Place des Martyrs, e costruzione del Grande Serraglio. Beirut diventa capoluogo dell’omonima wilayet.

1895

Costruzione della ferrovia Beirut-Damasco.

1890

Ingrandimento del porto di Beirut, che diventa il principale porto della costa siriana.

1908

Dichiarazione della Costituzione ad Istanbul, sotto la pressione dei Giovani Turchi. Messa in esercizio di due linee di tram a Beirut; apertura di nuove arterie tra i vecchi souk; costruzione della Scuola delle arti e mestieri a ovest della città e sistemazione dei giardini pubblici di Sanayeh.

1914

L’Impero Ottomano entra in guerra a fianco dell’Austria-Ungheria e della Germania. Il regime del mutsarrifiya è sospeso.

1915

Il governatore ottomano lancia un progetto di modernizzazione del centro di Beirut e comincia la demolizione dei vecchi souk della città.

1916

La carestia e una epidemia di tifo devastano la città. Arrivo dei rifugiati armeni dell’Anatolia, che si insediano del quartiere della Quarantina, ad est del fiume Beirut. Il 6 maggio le autorità ottomane uccidono pubblicamente 21 persone tra siriani e libanesi, a Damasco e a Beirut, per presunte attività anti-turche: questo giorno è commemorato come giorno dei Martiri e da il nome alla Place des Martyrs a Beirut. Patto segreto tra Francia e Inghilterra per la spartizione del Medio Oriente in vista della dissoluzione dell’Impero Ottomano a seguito della Prima Guerra Mondiale.

1918

Dopo la sconfitta degli imperi centrali, le truppe alleate sbarcano a Beirut.

Torna su - Up

1920

Dopo il collasso dell’Impero Ottomano, la Francia ottiene il mandato per Siria e Libano, mentre alla Gran Bretagna va la Palestina. Lo stato del Grande Libano è proclamato, unendo le regioni della montagna e della Bekaa e le provincie costiere di Tripoli, Sidone e Tiro attorno alla capitale, Beirut.

1921

Ripresa dei lavori di sistemazione del centro città, cominciati dagli ottomani e interrotti per la guerra. A Beirut viene organizzata una grande esposizione commerciale e si comincia a parlare del Libano come della Svizzera del Medio Oriente.

1922

Costruzione della Place des Martyrs.

1926

Promulgazione della Costituzione e nascita della Repubblica libanese. Charles Debbas è nominato presidente della repubblica. Costruzione della Place de l’Étoile.

1931

Istituzione del piano Danger, il primo piano regolatore della città di Beirut.

1932

Primo ed ultimo censimento ufficiale del Libano, che servirà a stabilire la ripartizione delle cariche pubbliche tra le varie comunità.

1936

Il leader cristiano maronita Pierre Gemayel, dopo aver partecipato alle Olimpiadi di Berlino, fonda la Falange.

1938

Ingrandimento del porto di Beirut e costruzione del nuovo bacino.

1939

Con l’entrata della Francia nella Seconda Guerra Mondiale, la costituzione libanese è sospesa e viene imposta la legge marziale nel paese.

1941

Inglesi e francesi invadono il Libano per sottrarre Beirut al controllo delle forze di Vichy. La Repubblica dei cedri conquista l’indipendenza.

La bandiera del Libano indipendente

1943

Le elezioni parlamentari portano al potere i partigiani dell’indipendenza. Béchara al-Khoury e il sunnita Riad el-Sohl proclamano il Patto Nazionale, che stabilisce un equilibrio politico tra le comunità e bilancia gli orientamenti filo-arabi e filo-occidentali. Il Patto Nazionale, accordo non scritto, si basa su questi principi:
- né Occidente, né Oriente (i cristiani rinunciano alla protezione delle potenze occidentali e i musulmani rinunciano a progetti di unione con altri stati arabi);
- Libano indipendente, sovrano e libero;
- il Libano non servirà da base per imprese che minaccino gli interessi arabi;
- il Libano è un paese a fisionomia araba;
- il capo dello stato sarà un cristiano maronita, il primo ministro un musulmano sunnita, il presidente del parlamento un musulmano sciita.
Viene chiesta l’abolizione del mandato francese. Le reticenze delle autorità mandatarie provocano uno sciopero generale e la rivolta della popolazione, che portano alla dichiarazione di indipendenza del paese, il 22 novembre.

1945

Creazione del primo piano di espansione di Beirut ad opera dell’urbanista francese Michel Ecochard. Il Libano aderisce alla Lega Araba.

1948

Prima guerra arabo-israeliana. Dopo la creazione dello Stato di Israele, alcune decine di migliaia di palestinesi di rifugiano in Libano (oltre che in Siria e in Giordania), dove sono raggruppati in campi profughi attorno alle città principali. Cinque di questi campi circondano Beirut: Burj el-Barajnieh, Sabra-Chatila, Mar Elias, Jisr el-Pacha e Tall el-Zaatar.

1950

Costruzione dell’aeroporto di Beirut.

1952

Il risentimento popolare mette termine al regime di Béchara al-Khoury. Camille Chamoun viene eletto presidente della repubblica. L’afflusso di professionisti e di capitali provenienti dalla Palestina, e successivamente dai paesi arabi vicini, insieme ai frutti dello sfruttamento accelerato dei giacimenti petroliferi dei paesi del Golfo portano ad un periodo di grande prosperità, di cui ne approfittano soprattutto Beirut e la sua regione.

1956

Dopo la nazionalizzazione del canale di Suez da parte di Nasser, Israele si allea a Francia e Inghilterra contro l’Egitto (secondo conflitto arabo-israeliano). Malgrado la loro vittoria militare, i tre paesi non riescono ad imporre i loro obiettivi politici. Di fronte alla crescita del nazionalismo arabo, il governo libanese si allinea alle posizioni degli altri stati arabi conservatori alleati con l’occidente.

1957

Costruzione della corniche, del ring commerciale e del boulevard al-Khoury.

1958

Il sogno panarabo dell’egiziano Abdel Nasser contagia anche i musulmani libanesi. Una assaggio di guerra civile, della durata di sei mesi, scoppia in Libano, provocato dalla politica araba del governo e dagli squilibri tra la capitale in pieno sviluppo e le regioni periferiche meno favorite. Su richiesta del presidente Camille Chamoun, 15.000 marines americani sbarcano a Beirut in accordo con la dottrina di Eisenhower contro il comunismo internazionale. Una soluzione di compromesso porta al potere il comandante dell’esercito, il generale Fouad Chehab.

1960

Il nuovo governo avvia una politica di sviluppo volta a ridurre lo squilibrio tra le regioni, a rinforzare le istituzioni dello stato e a mettere in moto delle riforme socio-economiche.

1963

Viene adottata la prima legge urbanistica valida per tutto il territorio libanese, seguita dalla messa a punto di un nuovo piano direttore per la Grande Beirut, redatto da Michel Ecochard. La migrazione dalle campagne verso la città si intensifica, creando una "cintura della miseria" intorno alla città, occupata in larga parte dagli sciiti.

1964

Al Cairo viene fondata dai capi di stato arabi l’OLP, Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

1967

Il terzo conflitto arabo-israeliano (la guerra "dei sei giorni", durante la quale Israele occupa la Cisgiordania, Gerusalemme est, le alture del Golan e il Sinai) provoca l’arrivo di nuove ondate di profughi palestinesi in Libano. Costruzione di 13 autostrade urbane a Beirut.

1968

Raid israeliano contro l’aeroporto di Beirut, con la distruzione di tredici aerei della compagnia di bandiera MEA.

1969

Yasser Arafat, leader dell’organizzazione di guerriglieri palestinesi Al-Fatah, è eletto presidente del comitato esecutivo dell’OLP. Accordo del Cairo tra OLP e governo libanese: la resistenza palestinese può armarsi in Libano.

1970

Dopo la sconfitta dei fedayin palestinesi in Giordania (durante il "Settembre nero", dura reazione del sovrano giordano Hussein al tentativo di rivolta palestinese per spodestarlo), l’OLP installa il suo quartiere generale a Beirut e lancia delle operazioni militari contro Israele a partire dal territorio libanese. In Siria sale al potere Hafez Assad.

1973

Violenti combattimenti tra esercito libanese e organizzazioni palestinesi si verificano intorno ai campi profughi. Quarta guerra arabo-israeliana (guerra del "Kippur").

Torna su - Up

1975

Il 13 aprile un commando di falangisti cristiani tende un agguato ad un autobus carico di palestinesi e ne massacra i passeggeri: è l’inizio del conflitto che infiammerà il Libano per oltre 15 anni. Gli scontri oppongono i principali partiti cristiani (tra cui spicca la Falange), raggruppati nel Fronte libanese, ai palestinesi alleati con il Movimento nazionale libanese, che raggruppa i leader musulmani e i partiti di sinistra. I combattimenti si concentrano nella periferia nord-est di Beirut e nelle regioni periferiche del paese, prima di estendersi nel cuore della capitale. Sequestri ed esecuzioni sommarie di civili diventano comuni.

L'Orient - Le jour del 14 aprile 1975

1976

Gli scontri armati vedono il vantaggio dei palestinesi e dei loro alleati del Movimento nazionale. La capitale è divisa in due: Beirut Est, a maggioranza cristiana, e Beirut Ovest, a maggioranza musulmana, separate da una linea di demarcazione che segue la vecchia strada per Damasco, dal centro della città, trasformato in una terra di nessuno, ai sobborghi periferici.
Le forze cristiane devono ritirarsi a Beirut Est e nelle regioni limitrofe del Metn e del Kesrouan, mentre l’esercito libanese si disintegra. L’esercito siriano, su invito del presidente maronita Suleyman Frangie, interviene e occupa la Bekaa e il nord del paese, fornendo sostegno logistico ai partiti cristiani. La situazione volge a favore di questi ultimi dopo i duri attacchi contro i palestinesi del campo di Tall el-Zaatar e del quartiere della Quarantina, che provocano l’espulsione di decine di migliaia di abitanti sciiti dalla periferia nord-est. A Damour le milizie palestinesi massacrano la popolazione cristiana. La conferenza panaraba di Riad (Arabia Saudita) legittima la presenza in Libano delle forze siriane, all’interno delle Forze arabe di dissuasione e mette fine alla guerra dei due anni.

1977

Assassinio del leader del Movimento nazionale, il druso Kamal Jumblatt. Su richiesta del governo libanese, un primo piano per la ricostruzione del centro città è messo a punto dall’Atelier Parisien d’Urbanisme (APUR).

1978

Scontri tra le truppe siriane e i loro vecchi alleati dei partiti cristiani. Beirut Est è bombardata violentemente ("guerra dei cento giorni"). Israele invade il sud del paese fino al fiume Litani, poi si ritira all’interno di una "zona di sicurezza", di cui affida il controllo ai suoi alleati dell’Esercito del Libano Sud. Il consiglio di sicurezza dell’ONU adotta la risoluzione n.425, che afferma l’integrità territoriale del Libano, reclama il ritiro di Israele e decide l’invio di un contingente ONU nel sud del Libano (UNIFIL).

1979

In Iran Khomeini fonda la repubblica islamica. Egitto (Sadat) e Israele firmano il trattato di pace.

1980

L’esercito siriano si ritira da Beirut Est, dove non rientrerà più se non alla fine della guerra. Il leader falangista Bachir Gemayel sconfigge i suoi oppositori cristiani e unisce le milizie cristiane in un'unica organizzazione, le Forze libanesi.

1981

Le Forze libanesi occupano Zahlé, nella valle della Bekaa, e minacciano le vie di comunicazioni siriane nel Libano. Damasco risponde assediando e bombardando la città, da cui impone il ritiro delle Forze libanesi. Menachem Begin vince le elezioni in Israele.

1982

Israele, sotto il comando del ministro della difesa Ariel Sharon, invade il Libano (operazione "Pace in Galilea") fino alle porte di Beirut. Le forze siriane si ridispiegano nella Bekaa e nel nord del paese. Dopo un assedio di tre mesi di Beirut Ovest da parte dell’esercito israeliano, alleato delle milizie cristiane, l’OLP evacua Beirut (per stabilire il suo quartier generale a Tunisi) sotto la supervisione delle forze multinazionali americane, francesi e italiane. Bashir Gemayel, appena eletto presidente della repubblica, viene assassinato; le truppe israeliane occupano Beirut Ovest. I falangisti cristiani, con la complicità israeliana, compiono il massacro di Sabra e Chatila, uccidendo oltre mille civili palestinesi. L’esercito israeliano evacua Beirut e i contingenti internazionali di pace, inviati da Stati Uniti, Francia, Italia e Gran Bretagna, tornano nella capitale libanese. Amin Gemayel, fratello di Bachir, è eletto presidente della repubblica e la capitale è riunificata; il governo approva un piano per la ricostruzione. Nasce il movimento filo-iraniano Hezbollah.

1983

I negoziati israelo-libanesi sfociano nell’accordo di pace del 17 maggio, che però non sarà mai ratificato dal parlamento libanese. Attentati suicidi di estremisti islamici distruggono prima l’ambasciata americana a Beirut e poi, ad ottobre, i quartier generali dei soldati americani e francesi. Scontri violenti oppongono, nelle montagne dello Chouf, le milizie cristiane, alleate all’esercito libanese del presidente Gemayel, alle milizie druse, sostenute dalla Siria e dai palestinesi. Il ritiro dell’esercito israeliano dallo Chouf permette alle milizie druse di controllare la regione, provocando la distruzione dei villaggi cristiani e l’esodo dei relativi abitanti.

1984

Le Forze multinazionali lasciano Beirut. Le milizie druse e sciite prendono il controllo di Beirut Ovest, mettendo fine alla riunificazione della capitale. Primi sequestri di ostaggi occidentali a Beirut.

1985

Israele si ritira nella "fascia di sicurezza" controllata dall’Esercito del Libano Sud. Inizia la "guerra dei campi", che vede fronteggiarsi le milizie sciite di Amal, sostenute dai siriani, contro i combattenti palestinesi (secondo massacro di Chatila). I sequestri di ostaggi occidentali continuano, coinvolgendo diplomatici, giornalisti, addetti militari.

1986

Gli scontri tra milizie rivali a Beirut Ovest e nei dintorni dei campi palestinesi si intensificano. Le forze armate siriane rientrano a Beirut Ovest per la prima volta dal 1982. Uno schema direttore per la regione metropolitana di Beirut è messo a punto da una equipe franco-libanese (piano IAURIF per la Grande Beirut).

1987

La guerra dei campi si esaurisce, dopo che l’esercito siriano ha rafforzato la sua presenza a Beirut Ovest. La lira libanese subisce una svalutazione del 500% in un anno.

1988

Scontri armati tra sciiti, tra le milizie del movimento Amal e quelle di Hezbollah. Allo scadere del mandato presidenziale di Amin Gemayel, due governi rivali si disputano la legalità: il governo del generale Michel Aoun a Beirut Est e quello di Selim Hoss a Beirut Ovest.

1989

Scontri tra l’esercito di Aoun e le Forze libanesi. Inizia la "guerra di liberazione" del generale Aoun contro la Siria. I siriani circondano Beirut Est. I bombardamenti proseguono con un intensità mai vista prima; il centro di Beirut rimane distrutto. A Taif, in Arabia Saudita, le parti trovano finalmente un accordo per porre fine alla guerra civile. L’accordo istituisce una nuova ripartizione dei poteri tra le comunità (a favore dei musulmani) e permette l’elezione di René Moawad a presidente della repubblica. Dopo l’assassinio di quest’ultimo a poche settimane dalla sua elezione, Elias Hrawi viene eletto presidente. La prima intifada (rivolta delle pietre) scoppia nei territori occupati in Palestina.

1990

Il generale Aoun rifiuta l’accordo di Taif. I confitti tra sciiti e tra cristiani aumentano di intensità. La zona cristiana, dove l’esercito di Aoun e le Forze libanesi si combattono accanitamente, sprofonda in una spirale di violenza. Dopo l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq, la Siria ottiene il via libera internazionale, in cambio della sua partecipazione all’alleanza contro Saddam Hussein, per controllare tutto il paese e ristabilirvi l’ordine. Il generale Aoun va in esilio in Francia: la guerra civile libanese, durata oltre 15 anni, ufficialmente finisce.

Torna su - Up

1991

Guerra del Golfo contro l’Iraq per la liberazione del Kuwait. La pacificazione del Libano prosegue sotto la guida siriana. Viene stipulato il "trattato di fraternità, cooperazione e coordinamento" tra Libano e Siria. Tutte le milizie vengono disarmate, con l’eccezione dell’Hezbollah filo-iraniano, che prosegue la sua lotta contro Israele che occupa ancora il Libano del sud. Il parlamento approva una legge per l’amnistia dei crimini di guerra. Un piano per la ricostruzione del centro di Beirut è presentato dall’uomo d’affari libano-saudita Rafik Hariri. La società fondiaria Solidere, incaricata della ricostruzione del centro città, riunisce i proprietari dell’area dell’operazione. Come rimborso per i terreni e gli edifici di loro proprietà, gli aventi diritto ricevono in cambio azioni della nuova società. La lira libanese subisce una nuova svalutazione del 400% in un anno. A fine novembre si apre, a Madrid, la conferenza di pace della speranza. Il Libano è associato di fatto alla delegazione siriana.

1992

La tensione cresce nel sud del paese, a seguito delle azioni della resistenza islamica e delle violente rappresaglie israeliane. Per la prima volta dal 1972 si tengono le elezioni parlamentari, boicottate però massicciamente dai cristiani. Dopo una nuova svalutazione della lira libanese, Rafik Hariri è eletto primo ministro.

1993

Un’operazione israeliana (operazione "resa dei conti") di grande portata nel sud del Libano costringe decine di migliaia di libanesi a scappare dalle zone attaccate per dirigersi verso Beirut. Firma degli accordi "di Oslo" tra Israele e OLP. Dopo mesi di trattative segrete, il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin e il leader palestinese Yasser Arafat si stringono la mano a Washington.

1994

Il governo Hariri lancia un programma ambizioso di ricostruzione. Solidere avvia il progetto di ricostruzione del centro città di Beirut (master plan per il BCD, Beirut Central District). Il governo scioglie le Forze libanesi e arresta il loro capo Samir Geagea.

Cantieri nel centro città

1995

In Israele viene assassinato Yitzhak Rabin per mano di un ebreo estremista. La tensione continua nel sud del Libano.

1996

Israele lancia una vasta operazione militare nel Libano del sud. Viene bombardato un insediamento dell’ONU presso il villaggio di Cana: le vittime civili sono 200. Benyamin Netanyahu è eletto primo ministro di Israele.

1997

Il Papa arriva in Libano.

1998

Il debito pubblico libanese arriva a 20 miliardi di dollari, provocando una seria crisi economica. Il generale Emile Lahoud, eletto presidente della repubblica, chiede un risanamento delle istituzioni. Il governo Hariri è sostituito da un governo di tecnici presieduto da Selim Hoss.

1999

In Israele, Ehud Barak è eletto primo ministro. La maggioranza dell’opinione pubblica israeliana chiede il ritiro dal Libano del sud.

2000

I negoziati siro-israeliani e siro-palestinesi arrivano ad un punto morto. Dopo 22 anni di occupazione Israele ritira unilateralmente le sue truppe dal Libano del sud; si autodisintegra la milizia mercenaria del generale Antoine Lahad (l'Esercito del Libano Sud) e gli Hezbollah filo-iraniani cantano vittoria. A Damasco muore il presidente siriano Hafez el-Assad: gli succede il figlio Bashar. La crisi economica in Libano si fa sempre più acuta, mentre le elezioni legislative portano al potere un governo presieduto da Rafik Hariri. Una nuova intifada mette a ferro e fuoco i territori palestinesi, compromettendo il processo di pace.

2001

A chiedere piena indipendenza del Libano, oltre ai maroniti, è anche il leader druso Walid Jumblatt, che per anni aveva combattuto i cristiani. I musulmani sciiti sono ormai la maggioranza del paese. Ariel Sharon è eletto primo ministro di Israele. L'11 settembre avviene l'attentato terroristico di matrice islamica contro le torri del World Trade Center di New York e il Pentagono.

2002

Elie Hobeika, figura chiave nei massacri dei campi palestinesi del 1982, muore in un attentato poco dopo le sue rilevazioni sul presunto possesso di filmati e documenti relativi alla responsabilità israeliana nei massacri.

2003

Una autobomba a Beirut uccide un membro del gruppo militante Hezbollah. Hezbollah e il governo libanese accusano Israele dell'attentato.

2004

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU approva una risoluzione, chiaramente indirizzata alla Siria, chiedendo che tutte le truppe straniere lascino il Libano. Il parlamento vota l'estensione del mandato del presidente Lahoud di tre anni. Settimane di stallo politico si concludono con le dimissioni di Rafik Hariri da primo ministro.

  Independence '05

2005

A febbraio Rafik Hariri è ucciso in un attentato a Beirut. Il governo di Omar Karami si dimette dopo due settimane di oceaniche manifestazioni che chiedono il ritiro della Siria. Altrettante persone a marzo manifestano in favore della Siria. Ad aprile la Siria dichiara di aver ritirato tutte le sue truppe dal Libano, in ottemperanza alla risoluzione dell'ONU. L'alleanza anti-siriana condotta dal figlio di Hariri Saad guadagna il controllo del parlamento alle elezioni politiche. Il nuovo parlamento nomina Fouad Siniora primo ministro. A Beirut si succedono attentati contro esponenti anti-siriani.
 

Torna su - Up

 Détours > BEIRUT > Cronologia

8-05