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Circa
50000 a.C. |
Primi
insediamenti dell’età paleolitica a nord del
centro città attuale, a Ras-Beirut e a Khaldé.
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5000
a.C. |
Formazione
del primo nucleo urbano cananeo: piccola città
portuale circondata da mura, costruita intorno ad
una baia a nord della Place des Martyrs.
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1500
a.C. |
Il
nucleo urbano della città si sviluppa sotto forma
di una città alta, fortificata, e di una città
bassa vicino al porto.
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1100-600
a.C. |
La
città sembra perdere di importanza nei confronti di
altre città-stato più potenti, come Biblo e
Sidone.
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500
a.C. |
La
città riprende a crescere all’epoca
fenicio-persiana. La trama urbana si estende verso
sud e verso ovest secondo un tracciato a ferro di
cavallo che segue la pendenza del terreno.
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332
a.C. |
Conquista
della città da parte di Alessandro Magno. La città
si sviluppa rapidamente e diventa uno dei poli
commerciali più importanti del Mediterraneo
orientale.
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143
a.C. |
Distrutta
da Diodato Tifone, la città subisce successivamente
le incursioni dei pirati scesi dalle montagne
dell'interno.
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64
a.C. |
Diventata
colonia romana con il nome di Colonia Julia
Augusta Beritus, la città conosce uno sviluppo
importante che ne fa una delle città più prospere
dell’Impero Romano d’Oriente. Un centro civico
monumentale viene costruito nella zona dell’odierna
Place de l’Étoile.
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530
d.C. |
Sotto
il regno di Giustiniano, la scuola di diritto di
Berito, risalente ad almeno il 239, ottiene il privilegium
imperiale che la pone sullo stesso livello di quelle
di Roma e di Costantinopoli. La città conosce una
crescita impressionante e si estende oltre i confini
dell’odierno centro città.
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551 |
Distrutta
da un violento terremoto e dal conseguente maremoto,
Berito entra in una fase di declino.
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635 |
Conquista
araba. Beirut, piccolo borgo costiero, è assegnata
al distretto di Damasco.
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A
partire dal 972 |
Passata
sotto il dominio fatimide e poi sotto quello dei
turchi selgiuchidi, Beirut non è più citata dalle
cronache del tempo.
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Circa
1000 |
Gli
abitanti della montagna libanese si convertono in
massa allo sciismo ismailita. Primi insediamenti di
drusi nello Chouf.
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1110 |
Dopo
un assedio durato sei mesi, Beirut è conquistata
dai crociati.
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1180 |
I
maroniti, insediati nelle montagne del nord, si
ricongiungono alla Chiesa romana.
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1187 |
Saladino
sconfigge i crociati di Beirut e vi stabilisce la
sua corte, prima di istallarsi definitivamente a
Damasco.
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1206 |
I
crociati riconquistano Beirut, ricostruiscono le sue
mura e le sue fortificazioni e costruiscono la
cattedrale di Saint-Jean al posto di una antica
basilica bizantina.
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1291 |
Ripresa
ai crociati dai mamelucchi, la città non conosce
uno sviluppo particolare, a differenza di Tripoli
che diventa la città principale della costa. La
cattedrale di Saint-Jean diventa la Grande Moschea
Omari.
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1305 |
Perseguitati
dai mamelucchi, gli sciiti ismailiti si ritirano nel
sud del paese, progressivamente rimpiazzati dai
maroniti nel Metn e nel Kesrouan, a nord di Beirut.
I drusi conservano la loro base nello Chouf, mentre
i sunniti e i greci ortodossi sono maggioritari
nelle città costiere.
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1516 |
Gli
ottomani entrano a Beirut. La montagna e la costa
libanese sono divise in due wilayet
(provincie), una nel nord, con capitale Tripoli, l’altra
nel sud, con capitale Sidone.
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1620 |
L’emiro
druso Fakh al-Din II (Facardino) estende la sua
influenza su tutta la montagna e la costa libanese.
Fa di Sidone la sua capitale e chiama architetti ed
artisti fiorentini per costruire palazzi ed edifici
pubblici. Costruisce anche un grande palazzo ad est
delle mura di Beirut, a nord dell’attuale Place
des Martyrs.
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1663 |
Quando
Fakh al-Din II è arrestato dagli ottomani e
esiliato a Istanbul, il paese entra in un periodo di
grande instabilità. Il trasferimento dei poteri
agli emiri della famiglia Chehab nel 1697 non mette
fine ai disordini, contrassegnati dalle rivalità
tra i governatori delle provincie e i pascià di
Damasco, Tripoli e Sidone, oltre che dai conflitti
tra clan drusi rivali.
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1711 |
Gli
emiri Chehab estendono il loro dominio a tutta la
montagna.
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1771 |
Approfittando
dei disordini, i mamelucchi, al potere in Egitto,
tentano di riconquistare la Siria. La Russia di
Caterina II, in guerra contro l’Impero Ottomano,
invia la sua flotta nel Mediterraneo orientale per
aiutare gli oppositori della Sublime Porta.
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1772 |
Una
unità russa bombarda Beirut e occupa la città, che
resta sotto il suo controllo fino alla firma del
trattato di pace con l’Impero Ottomano nel 1774.
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1793 |
L’emiro
Bechir II Chehab diventa principe della montagna e
governa il paese dal suo palazzo di Beiteddine nello
Chouf, costruito da architetti italiani. Beirut
conosce un periodo di sviluppo continuo, che durerà
per tutta la prima metà del XIX secolo.
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1832 |
Alleato
con Bechir II Chehab, che contesta la dominazione
della Sublime Porta, Ibrahim Pacha, vice-re d’Egitto,
sconfigge gli ottomani di Siria.
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1835-1840 |
Beirut
conosce un periodo di grande prosperità. Una parte
dei suoi bastioni viene demolita, la città si
estende al di fuori dalle mura e il nuovo potere
intraprende un programma di lavori pubblici volto a
migliorare le infrastrutture urbane e a sviluppare
il porto. Approfittando dei contrasti tra Ibrahim
Pacha e la Sublime Porta, le grandi potenze europee
(Francia, Gran Bretagna, Russia, Austria-Ungheria)
si affrontano per estendere la loro influenza sulla
regione. La Francia è l’unica ad appoggiare il
vice-re d’Egitto.
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1840 |
L’aumento
delle tasse e il fardello dell’occupazione
egiziana finiscono per provocare un ampio movimento
di rivolta nel paese, sostenuto dagli ottomani e dai
loro alleati europei, con l’eccezione della
Francia. Le armate britanniche e austro-ungariche
sbarcano a Jounieh, a nord di Beirut; le navi
inglesi bombardano la città e Bechir II è esiliato
a Malta e poi a Istanbul, dove morirà dieci anni
più tardi.
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1841-1842 |
Fine
dell’emirato degli Chehab. Violenti scontri tra
drusi e maroniti nella montagna libanese. Le
rivalità tra le grandi potenze fanno aumentare di
intensità e complicano le relazioni tra le
comunità libanesi. La Francia si dichiara
protettrice dei maroniti, la Russia dei
greco-ortodossi, gli inglesi dei drusi.
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1843 |
Accordo
tra l’Impero Ottomano e le potenze europee per
dividere la montagna libanese in due regioni (doppio
caimacamat): una a maronita a nord e una
drusa a sud. Beirut non dipende da nessuna di queste
regioni ma rimane parte della wilayet di
Sidone.
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1845 |
Ripresa
degli scontri tra drusi e maroniti nella montagna
libanese.
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1857-1859 |
Rivolte
popolari nella montagna cristiana contro le grandi
famiglie feudali. La Chiesa maronita appoggia gli
insorti.
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1860 |
Gli
scontri tra drusi e maroniti riprendono nella
montagna libanese e si trasformano in una vera e
propria guerra civile. La superiorità militare
drusa è evidente, tanto che numerosi villaggi
cristiani dello Chouf vengono incendiati e
saccheggiati; la città cristiana di Zahlé, nella
valle della Bekaa, è occupata. I disordini si
estendono fino a Damasco, dove numerosi cristiani
sono massacrati. Beirut resta fuori dagli scontri e
accoglie migliaia di rifugiati, dopo che
distaccamenti britannici e francesi vi sbarcano per
mantenere l’ordine.
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1861 |
La
Sublime Porta e le potenze europee si accordano per
un Ordinamento Organico destinato a regolare la
questione libanese e che rimarrà in vigore fino
alla Prima Guerra Mondiale. La montagna libanese
diventa un mutsarrifiya, provincia autonoma
unificata e sottoposta all’autorità di un mutasarrif
ottomano cristiano non libanese, nominato da un
comitato consultivo rappresentante delle sei
comunità del paese: maroniti, drusi, sunniti,
greco-ortodossi, greco-cattolici e sciiti. Le tre
città della costa (Tripoli, Beirut e Sidone) e la
valle della Bekaa invece non dipendono dal mutsarrifiya.
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1863 |
Costruzione
della strada Beirut-Damasco da parte di una società
francese, che ottiene la concessione del suo
sfruttamento per cinquant’anni.
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1867 |
La
prima municipalità di Beirut intraprende grandi
lavori per nuove strade e infrastrutture.
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1871 |
Missionari
americani creano a Beirut il collegio protestante
siriano, che più tardi diventerà l’università
americana di Beirut, primo istituto di insegnamento
superiore in Siria. Quattro anni più tardi è la
volta dei gesuiti francesi, che fondano l’università
Saint-Joseph.
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1881-1887 |
Sistemazione
della Place Hamidiyyeh, nel posto dell’attuale
Place des Martyrs, e costruzione del Grande
Serraglio. Beirut diventa capoluogo dell’omonima wilayet.
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1895 |
Costruzione
della ferrovia Beirut-Damasco.
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1890 |
Ingrandimento
del porto di Beirut, che diventa il principale porto
della costa siriana.
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1908 |
Dichiarazione
della Costituzione ad Istanbul, sotto la pressione
dei Giovani Turchi. Messa in esercizio di due linee
di tram a Beirut; apertura di nuove arterie tra i
vecchi souk; costruzione della Scuola delle
arti e mestieri a ovest della città e sistemazione
dei giardini pubblici di Sanayeh.
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1914 |
L’Impero
Ottomano entra in guerra a fianco dell’Austria-Ungheria
e della Germania. Il regime del mutsarrifiya
è sospeso.
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1915 |
Il
governatore ottomano lancia un progetto di
modernizzazione del centro di Beirut e comincia la
demolizione dei vecchi souk della città.
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1916 |
La
carestia e una epidemia di tifo devastano la città.
Arrivo dei rifugiati armeni dell’Anatolia, che si
insediano del quartiere della Quarantina, ad est del
fiume Beirut. Il 6 maggio le autorità ottomane uccidono pubblicamente 21 persone tra siriani e
libanesi, a Damasco e a Beirut, per presunte
attività anti-turche: questo giorno è commemorato
come giorno dei Martiri e da il nome alla Place des
Martyrs a Beirut. Patto segreto tra Francia e
Inghilterra per la spartizione del Medio Oriente in
vista della dissoluzione dell’Impero Ottomano a
seguito della Prima Guerra Mondiale.
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1918 |
Dopo
la sconfitta degli imperi centrali, le truppe
alleate sbarcano a Beirut.
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1920 |
Dopo
il collasso dell’Impero Ottomano, la Francia ottiene
il mandato per Siria e Libano, mentre alla Gran
Bretagna va la Palestina. Lo stato del Grande Libano
è proclamato, unendo le regioni della montagna e
della Bekaa e le provincie costiere di Tripoli, Sidone
e Tiro attorno alla capitale, Beirut.
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1921 |
Ripresa
dei lavori di sistemazione del centro città,
cominciati dagli ottomani e interrotti per la guerra.
A Beirut viene organizzata una grande esposizione
commerciale e si comincia a parlare del Libano come
della Svizzera del Medio Oriente.
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1922 |
Costruzione
della Place des Martyrs.
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1926 |
Promulgazione
della Costituzione e nascita della Repubblica
libanese. Charles Debbas è nominato presidente della
repubblica. Costruzione della Place de l’Étoile.
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1931 |
Istituzione
del piano Danger, il primo piano regolatore della
città di Beirut.
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1932 |
Primo
ed ultimo censimento ufficiale del Libano, che
servirà a stabilire la ripartizione delle cariche
pubbliche tra le varie comunità.
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1936 |
Il
leader cristiano maronita Pierre Gemayel, dopo aver
partecipato alle Olimpiadi di Berlino, fonda la
Falange.
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1938 |
Ingrandimento
del porto di Beirut e costruzione del nuovo bacino.
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1939 |
Con
l’entrata della Francia nella Seconda Guerra
Mondiale, la costituzione libanese è sospesa e viene
imposta la legge marziale nel paese.
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1941 |
Inglesi
e francesi invadono il Libano per sottrarre Beirut al
controllo delle forze di Vichy. La Repubblica dei
cedri conquista l’indipendenza.
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1943 |
Le
elezioni parlamentari portano al potere i partigiani
dell’indipendenza. Béchara al-Khoury e il sunnita
Riad el-Sohl proclamano il Patto Nazionale, che
stabilisce un equilibrio politico tra le comunità e
bilancia gli orientamenti filo-arabi e
filo-occidentali. Il Patto Nazionale, accordo non
scritto, si basa su questi principi:
- né Occidente, né Oriente (i cristiani rinunciano
alla protezione delle potenze occidentali e i
musulmani rinunciano a progetti di unione con altri
stati arabi);
- Libano
indipendente, sovrano e libero;
- il Libano non servirà da base per imprese che minaccino
gli interessi arabi;
- il Libano è un paese a fisionomia araba;
- il capo dello stato sarà un cristiano maronita, il primo
ministro un musulmano sunnita, il presidente del
parlamento un musulmano sciita.
Viene chiesta l’abolizione del mandato francese. Le
reticenze delle autorità mandatarie provocano uno
sciopero generale e la rivolta della popolazione, che
portano alla dichiarazione di indipendenza del paese,
il 22 novembre.
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1945 |
Creazione
del primo piano di espansione di Beirut ad opera dell’urbanista
francese Michel Ecochard. Il Libano aderisce alla Lega
Araba.
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1948 |
Prima
guerra arabo-israeliana. Dopo la creazione dello Stato
di Israele, alcune decine di migliaia di palestinesi
di rifugiano in Libano (oltre che in Siria e in
Giordania), dove sono raggruppati in campi profughi
attorno alle città principali. Cinque di questi campi
circondano Beirut: Burj el-Barajnieh, Sabra-Chatila,
Mar Elias, Jisr el-Pacha e Tall el-Zaatar.
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1950 |
Costruzione
dell’aeroporto di Beirut.
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1952 |
Il
risentimento popolare mette termine al regime di
Béchara al-Khoury. Camille Chamoun viene eletto
presidente della repubblica. L’afflusso di
professionisti e di capitali provenienti dalla
Palestina, e successivamente dai paesi arabi vicini,
insieme ai
frutti dello sfruttamento accelerato dei giacimenti
petroliferi dei paesi del Golfo portano ad un periodo
di grande prosperità, di cui ne approfittano
soprattutto Beirut e la sua regione.
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1956 |
Dopo
la nazionalizzazione del canale di Suez da parte di
Nasser, Israele si allea a Francia e Inghilterra
contro l’Egitto (secondo conflitto
arabo-israeliano). Malgrado la loro vittoria militare,
i tre paesi non riescono ad imporre i loro obiettivi
politici. Di fronte alla crescita del nazionalismo
arabo, il governo libanese si allinea alle posizioni
degli altri stati arabi conservatori alleati con l’occidente.
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1957 |
Costruzione
della corniche, del ring commerciale e del boulevard
al-Khoury.
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1958 |
Il
sogno panarabo dell’egiziano Abdel Nasser contagia
anche i musulmani libanesi. Una assaggio di guerra
civile, della durata di sei mesi, scoppia in Libano,
provocato dalla politica araba del governo e dagli
squilibri tra la capitale in pieno sviluppo e le
regioni periferiche meno favorite. Su richiesta del
presidente Camille Chamoun, 15.000 marines americani
sbarcano a Beirut in accordo con la dottrina di
Eisenhower contro il comunismo internazionale. Una
soluzione di compromesso porta al potere il comandante
dell’esercito, il generale Fouad Chehab.
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1960 |
Il
nuovo governo avvia una politica di sviluppo volta a
ridurre lo squilibrio tra le regioni, a rinforzare le
istituzioni dello stato e a mettere in moto delle
riforme socio-economiche.
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1963 |
Viene
adottata la prima legge urbanistica valida per tutto
il territorio libanese, seguita dalla messa a punto di
un nuovo piano direttore per la Grande Beirut, redatto
da Michel Ecochard. La migrazione dalle campagne verso
la città si intensifica, creando una "cintura
della miseria" intorno alla città, occupata in
larga parte dagli sciiti.
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1964 |
Al
Cairo viene fondata dai capi di stato arabi l’OLP,
Organizzazione per la Liberazione della Palestina.
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1967 |
Il
terzo conflitto arabo-israeliano (la guerra "dei
sei giorni", durante la quale Israele occupa la
Cisgiordania, Gerusalemme est, le alture del Golan e
il Sinai) provoca l’arrivo di nuove ondate di
profughi palestinesi in Libano. Costruzione di 13
autostrade urbane a Beirut.
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1968 |
Raid
israeliano contro l’aeroporto di Beirut, con la
distruzione di tredici aerei della compagnia di
bandiera MEA.
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1969 |
Yasser
Arafat, leader dell’organizzazione di guerriglieri
palestinesi Al-Fatah, è eletto presidente del
comitato esecutivo dell’OLP. Accordo del Cairo tra
OLP e governo libanese: la resistenza palestinese può
armarsi in Libano.
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1970 |
Dopo
la sconfitta dei fedayin palestinesi in Giordania
(durante il "Settembre nero", dura reazione
del sovrano giordano Hussein al tentativo di rivolta
palestinese per spodestarlo), l’OLP installa il suo
quartiere generale a Beirut e lancia delle operazioni
militari contro Israele a partire dal territorio
libanese. In Siria sale al potere Hafez Assad.
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1973 |
Violenti
combattimenti tra esercito libanese e organizzazioni
palestinesi si verificano intorno ai campi profughi.
Quarta guerra arabo-israeliana (guerra del
"Kippur").
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1975 |
Il
13 aprile un commando di falangisti cristiani tende un
agguato ad un autobus carico di palestinesi e ne
massacra i passeggeri: è l’inizio del conflitto che
infiammerà il Libano per oltre 15 anni. Gli scontri
oppongono i principali partiti cristiani (tra cui
spicca la Falange), raggruppati nel Fronte libanese,
ai palestinesi alleati con il Movimento nazionale
libanese, che raggruppa i leader musulmani e i partiti
di sinistra. I combattimenti si concentrano nella
periferia nord-est di Beirut e nelle regioni
periferiche del paese, prima di estendersi nel cuore
della capitale. Sequestri ed esecuzioni sommarie di
civili diventano comuni.
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1976 |
Gli
scontri armati vedono il vantaggio dei palestinesi e
dei loro alleati del Movimento nazionale. La capitale
è divisa in due: Beirut Est, a maggioranza cristiana,
e Beirut Ovest, a maggioranza musulmana, separate da
una linea di demarcazione che segue la vecchia strada
per Damasco, dal centro della città, trasformato in
una terra di nessuno, ai sobborghi periferici.
Le forze cristiane devono ritirarsi a Beirut Est e nelle
regioni limitrofe del Metn e del Kesrouan, mentre l’esercito
libanese si disintegra. L’esercito siriano, su
invito del presidente maronita Suleyman Frangie,
interviene e occupa la Bekaa e il nord del paese,
fornendo sostegno logistico ai partiti cristiani. La
situazione volge a favore di questi ultimi dopo i duri
attacchi contro i palestinesi del campo di Tall
el-Zaatar e del quartiere della Quarantina, che
provocano l’espulsione di decine di migliaia di
abitanti sciiti dalla periferia nord-est. A Damour le
milizie palestinesi massacrano la popolazione
cristiana. La conferenza panaraba di Riad (Arabia
Saudita) legittima la presenza in Libano delle forze
siriane, all’interno delle Forze arabe di
dissuasione e mette fine alla guerra dei due anni.
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1977 |
Assassinio
del leader del Movimento nazionale, il druso Kamal
Jumblatt. Su richiesta del governo libanese, un primo
piano per la ricostruzione del centro città è messo
a punto dall’Atelier Parisien d’Urbanisme (APUR).
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1978 |
Scontri
tra le truppe siriane e i loro vecchi alleati dei
partiti cristiani. Beirut Est è bombardata
violentemente ("guerra dei cento giorni").
Israele invade il sud del paese fino al fiume Litani,
poi si ritira all’interno di una "zona di
sicurezza", di cui affida il controllo ai suoi
alleati dell’Esercito del Libano Sud. Il consiglio
di sicurezza dell’ONU adotta la risoluzione n.425,
che afferma l’integrità territoriale del Libano,
reclama il ritiro di Israele e decide l’invio di un
contingente ONU nel sud del Libano (UNIFIL).
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1979 |
In
Iran Khomeini fonda la repubblica islamica. Egitto
(Sadat) e Israele firmano il trattato di pace.
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1980 |
L’esercito
siriano si ritira da Beirut Est, dove non rientrerà
più se non alla fine della guerra. Il leader
falangista Bachir Gemayel sconfigge i suoi oppositori
cristiani e unisce le milizie cristiane in un'unica
organizzazione, le Forze libanesi.
|
|
1981 |
Le
Forze libanesi occupano Zahlé, nella valle della
Bekaa, e minacciano le vie di comunicazioni siriane
nel Libano. Damasco risponde assediando e bombardando
la città, da cui impone il ritiro delle Forze
libanesi. Menachem Begin vince le elezioni in Israele.
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1982 |
Israele,
sotto il comando del ministro della difesa Ariel
Sharon, invade il Libano (operazione "Pace in
Galilea") fino alle porte di Beirut. Le forze
siriane si ridispiegano nella Bekaa e nel nord del
paese. Dopo un assedio di tre mesi di Beirut Ovest da
parte dell’esercito israeliano, alleato delle
milizie cristiane, l’OLP evacua Beirut (per
stabilire il suo quartier generale a Tunisi) sotto la
supervisione delle forze multinazionali americane,
francesi e italiane. Bashir Gemayel, appena eletto
presidente della repubblica, viene assassinato; le
truppe israeliane occupano Beirut Ovest. I falangisti
cristiani, con la complicità israeliana, compiono il
massacro di Sabra e Chatila, uccidendo oltre mille
civili palestinesi. L’esercito israeliano evacua
Beirut e i contingenti internazionali di pace, inviati
da Stati Uniti, Francia, Italia e Gran Bretagna,
tornano nella capitale libanese. Amin Gemayel,
fratello di Bachir, è eletto presidente della
repubblica e la capitale è riunificata; il governo
approva un piano per la ricostruzione. Nasce il
movimento filo-iraniano Hezbollah.
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1983 |
I
negoziati israelo-libanesi sfociano nell’accordo di
pace del 17 maggio, che però non sarà mai ratificato
dal parlamento libanese. Attentati suicidi di
estremisti islamici distruggono prima l’ambasciata
americana a Beirut e poi, ad ottobre, i quartier
generali dei soldati americani e francesi. Scontri
violenti oppongono, nelle montagne dello Chouf, le
milizie cristiane, alleate all’esercito libanese del
presidente Gemayel, alle milizie druse, sostenute
dalla Siria e dai palestinesi. Il ritiro dell’esercito
israeliano dallo Chouf permette alle milizie druse di
controllare la regione, provocando la distruzione dei
villaggi cristiani e l’esodo dei relativi abitanti.
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1984 |
Le
Forze multinazionali lasciano Beirut. Le milizie druse
e sciite prendono il controllo di Beirut Ovest,
mettendo fine alla riunificazione della capitale.
Primi sequestri di ostaggi occidentali a Beirut.
|
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1985 |
Israele
si ritira nella "fascia di sicurezza"
controllata dall’Esercito del Libano Sud. Inizia la
"guerra dei campi", che vede fronteggiarsi
le milizie sciite di Amal, sostenute dai siriani,
contro i combattenti palestinesi (secondo massacro di
Chatila). I sequestri di ostaggi occidentali
continuano, coinvolgendo diplomatici, giornalisti,
addetti militari.
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1986 |
Gli
scontri tra milizie rivali a Beirut Ovest e nei
dintorni dei campi palestinesi si intensificano. Le forze
armate siriane rientrano a Beirut Ovest per la prima
volta dal 1982. Uno schema direttore per la regione
metropolitana di Beirut è messo a punto da una equipe
franco-libanese (piano IAURIF per la Grande Beirut).
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1987 |
La
guerra dei campi si esaurisce, dopo che l’esercito
siriano ha rafforzato la sua presenza a Beirut Ovest.
La lira libanese subisce una svalutazione del 500% in
un anno.
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1988 |
Scontri
armati tra sciiti, tra le milizie del movimento Amal e
quelle di Hezbollah. Allo scadere del mandato
presidenziale di Amin Gemayel, due governi rivali si
disputano la legalità: il governo del generale Michel
Aoun a Beirut Est e quello di Selim Hoss a Beirut
Ovest.
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1989 |
Scontri
tra l’esercito di Aoun e le Forze libanesi. Inizia
la "guerra di liberazione" del generale Aoun
contro la Siria. I siriani circondano Beirut Est. I
bombardamenti proseguono con un intensità mai vista
prima; il centro di Beirut rimane distrutto. A Taif,
in Arabia Saudita, le parti trovano finalmente un
accordo per porre fine alla guerra civile. L’accordo
istituisce una nuova ripartizione dei poteri tra le
comunità (a favore dei musulmani) e permette l’elezione
di René Moawad a presidente della repubblica. Dopo l’assassinio
di quest’ultimo a poche settimane dalla sua elezione,
Elias Hrawi viene eletto presidente. La prima intifada
(rivolta delle pietre) scoppia nei territori occupati
in Palestina.
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1990
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Il
generale Aoun rifiuta l’accordo di Taif. I confitti
tra sciiti e tra cristiani aumentano di intensità. La
zona cristiana, dove l’esercito di Aoun e le Forze
libanesi si combattono accanitamente, sprofonda in una
spirale di violenza. Dopo l’invasione del Kuwait da
parte dell’Iraq, la Siria ottiene il via libera
internazionale, in cambio della sua partecipazione all’alleanza
contro Saddam Hussein, per controllare tutto il paese
e ristabilirvi l’ordine. Il generale Aoun va in
esilio in Francia: la guerra civile libanese, durata
oltre 15 anni, ufficialmente finisce.
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1991 |
Guerra
del Golfo contro l’Iraq per la liberazione del
Kuwait. La pacificazione del Libano prosegue sotto la
guida siriana. Viene stipulato il "trattato di
fraternità, cooperazione e coordinamento" tra
Libano e Siria. Tutte le milizie vengono disarmate,
con l’eccezione dell’Hezbollah filo-iraniano, che
prosegue la sua lotta contro Israele che occupa ancora
il Libano del sud. Il parlamento approva una legge per
l’amnistia dei crimini di guerra. Un piano per la
ricostruzione del centro di Beirut è presentato dall’uomo
d’affari libano-saudita Rafik Hariri. La società
fondiaria Solidere, incaricata della ricostruzione del
centro città, riunisce i proprietari dell’area dell’operazione.
Come rimborso per i terreni e gli edifici di loro
proprietà, gli aventi diritto ricevono in cambio
azioni della nuova società. La lira libanese subisce
una nuova svalutazione del 400% in un anno. A fine
novembre si apre, a Madrid, la conferenza di pace
della speranza. Il Libano è associato di fatto alla
delegazione siriana.
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1992 |
La
tensione cresce nel sud del paese, a seguito delle
azioni della resistenza islamica e delle violente
rappresaglie israeliane. Per la prima volta dal 1972
si tengono le elezioni parlamentari, boicottate però
massicciamente dai cristiani. Dopo una nuova
svalutazione della lira libanese, Rafik Hariri è
eletto primo ministro.
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1993 |
Un’operazione
israeliana (operazione "resa dei conti") di
grande portata nel sud del Libano costringe decine di
migliaia di libanesi a scappare dalle zone attaccate
per dirigersi verso Beirut. Firma degli accordi
"di Oslo" tra Israele e OLP. Dopo mesi di
trattative segrete, il primo ministro israeliano
Yitzhak Rabin e il leader palestinese Yasser Arafat si
stringono la mano a Washington.
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1994 |
Il
governo Hariri lancia un programma ambizioso di
ricostruzione. Solidere avvia il progetto di
ricostruzione del centro città di Beirut (master plan
per il BCD, Beirut Central District). Il governo
scioglie le Forze libanesi e arresta il loro capo
Samir Geagea.
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1995 |
In
Israele viene assassinato Yitzhak Rabin per mano di un
ebreo estremista. La tensione continua nel sud del
Libano.
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1996 |
Israele
lancia una vasta operazione militare nel Libano del
sud. Viene bombardato un insediamento dell’ONU
presso il villaggio di Cana: le vittime civili sono
200. Benyamin Netanyahu è eletto primo ministro di
Israele.
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1997 |
Il
Papa arriva in Libano.
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1998 |
Il
debito pubblico libanese arriva a 20 miliardi di
dollari, provocando una seria crisi economica. Il
generale Emile Lahoud, eletto presidente della
repubblica, chiede un risanamento delle istituzioni.
Il governo Hariri è sostituito da un governo di
tecnici presieduto da Selim Hoss.
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1999 |
In
Israele, Ehud Barak è eletto primo ministro. La
maggioranza dell’opinione pubblica israeliana chiede
il ritiro dal Libano del sud.
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2000 |
I
negoziati siro-israeliani e siro-palestinesi arrivano
ad un punto morto. Dopo 22 anni di occupazione Israele
ritira unilateralmente le sue truppe dal Libano del
sud; si autodisintegra la milizia mercenaria del
generale Antoine Lahad (l'Esercito del Libano Sud) e
gli Hezbollah filo-iraniani cantano vittoria. A
Damasco muore il presidente siriano Hafez el-Assad:
gli succede il figlio Bashar. La crisi economica in
Libano si fa sempre più acuta, mentre le elezioni
legislative portano al potere un governo presieduto da
Rafik Hariri. Una nuova intifada mette a ferro
e fuoco i territori palestinesi, compromettendo il
processo di pace.
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2001 |
A
chiedere piena indipendenza del Libano, oltre ai
maroniti, è anche il leader druso Walid Jumblatt, che
per anni aveva combattuto i cristiani. I musulmani
sciiti sono ormai la maggioranza del paese. Ariel
Sharon è eletto primo ministro di Israele. L'11
settembre avviene l'attentato terroristico di matrice
islamica contro le torri del World Trade Center di New
York e il Pentagono. |
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2002 |
Elie Hobeika, figura chiave nei massacri dei campi
palestinesi del 1982, muore in un attentato poco dopo
le sue rilevazioni sul presunto possesso di filmati e
documenti relativi alla responsabilità israeliana nei
massacri.
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2003 |
Una autobomba a Beirut uccide un membro del gruppo
militante Hezbollah. Hezbollah e il governo libanese
accusano Israele dell'attentato.
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2004 |
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU approva una
risoluzione, chiaramente indirizzata alla Siria,
chiedendo che tutte le truppe straniere lascino il
Libano. Il parlamento vota l'estensione del mandato
del presidente Lahoud di tre anni. Settimane di stallo
politico si concludono con le dimissioni di Rafik
Hariri da primo ministro.
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2005 |
A febbraio Rafik Hariri è ucciso in un attentato a
Beirut. Il governo di Omar Karami si dimette dopo due
settimane di oceaniche manifestazioni che chiedono il
ritiro della Siria. Altrettante persone a marzo
manifestano in favore della Siria. Ad aprile la Siria
dichiara di aver ritirato tutte le sue truppe dal
Libano, in ottemperanza alla risoluzione dell'ONU.
L'alleanza anti-siriana condotta dal figlio di Hariri
Saad guadagna il controllo del parlamento alle
elezioni politiche. Il nuovo parlamento nomina Fouad
Siniora primo ministro. A Beirut si succedono
attentati contro esponenti anti-siriani.
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